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La storia: quarant’anni di lotta armata e più di 800 morti

Spagna: l’Eta depone le armi. Stop alla lotta

Zapatero: “Vittoria della democrazia e della legge”

Spagna: l’Eta depone le armi. Stop alla lotta
21/10/2011, 09:10

MADRID – Quasi mezzo secolo di lotta armata, più di 800 morti: il gruppo armato dell’Eta, nato contro la dittatura franchista, ma poi attivo da 35 anni anche contro lo stato democratico spagnolo, ha annunciato la fine della battaglia e ha lanciato un appello alla Spagna e alla Francia per aprire un processo di dialogo. L’annuncio è stato dato in un video-comunicato, letto da tre uomini incappucciati, inviato al sito del quotidiano basco “Gara”.
Lo stop all’azione armata arriva dopo che in gennaio l’Eta stessa, fortemente indebolita dall’ondata di arresti degli ultimi anni in Francia e Spagna, aveva già proclamato una tregua unilaterale e permanente, che il governo di Madrid aveva però definito “insufficiente”. Il comunicato con il quale si pone fine alla lotta armata è stato salutato come un atto di valore “storico” e di “importanza trascendentale” da Josè Luis Zapatero. Il capo del governo uscente di Madrid, infatti, ha parlato di una “vittoria della democrazia, della legge, della ragione” ed ha aggiunto che ora la Spagna sarà “una democrazia senza terrorismo”.
Tale decisione arriva a un mese dalle politiche anticipate spagnole del 20 novembre, per le quali il capo dell’opposizione, il leader del Partido Popular Mariano Rajoy, è considerato favorito sul candidato premier dei socialisti Alfredo Rubalcaba, ministro degli interni di Zapatero fino a tre mesi fa e ora suo successore designato nel Psoe. La rinuncia alle armi di Eta, che ha ucciso per l’ultima volta nel 2009 a Palma di Maiorca due poliziotti morti in un attentato, potrebbe giocare a suo favore. Rubalcaba è infatti considerato come l’uomo che ha spinto alle corde il gruppo armato basco.

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di Antonio Formisano
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