Cronaca / Nera

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Arrestati diversi insospettabili dell'alta finanza

Spallata agli Scissionisti, il progetto di espansione in Spagna


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Spallata agli Scissionisti, il progetto di espansione in Spagna
19/05/2009, 18:05

Se gli uomini del clan che è riuscito a strappare il predominio ai Di Lauro sono conosciuti anche col nome di “Spagnoli”, un motivo c’è. Con gli arresti di oggi (104 ordinanze di custodia emesse dalla Dda, con 67 arresti effettivi e, per il momento, 37 latitanti) si è fatta luce sugli affari degli Scissionisti in Spagna, da tempo isola felice dalla quale lo stesso boss Raffaele Amato (arrestato tra sabato e domenica a Marbella) gestiva un remunerativo traffico di sostanze stupefacenti con Napoli.

Il clan Amato-Pagano aveva infatti deciso, idea condivisa da diverse organizzazioni criminali del Napoletano, di investire il denaro proveniente dagli affari illeciti in Spagna. Una ‘lavanderia’ enorme, capace di ripulire milioni di euro con i complessi residenziali della Costa del Sol. Prima di sfruttare gli alberghi, però, era necessario procurarsi grosse quantità di denaro ‘pulito’ da utilizzare per l’acquisto degli immobili. Ma nemmeno questo era un problema insormontabile.

Gli appartenenti al clan, hanno appurato le forze dell’ordine, hanno impiegato il denaro proveniente dalle attività illecite costituendo società ed aprendo conti correnti sia in Italia sia all’estero, anche attraverso posizioni fiduciarie. Il contante, garantito dalle numerose attività illecite svolte da Raffaele Amato e Cesare Pagano, veniva reinvestito nelle nuove società legali. Un ruolo chiave è stato svolto da dipendenti degli istituti bancari che, agevolando i flussi di denaro, non solo hanno garantito la permanenza dell’organizzazione ma hanno costituito il cardine dell’espansione.

Un Raffaele Amato, così come un Cesare Pagano, non avrebbe mai potuto pensare di presentarsi in banca con una valigia piena di contanti senza destare sospetti. La difficoltà è stata aggirata ricorrendo, come da prassi, agli “insospettabili” che, rifocillati continuamente dal clan e già pienamente inseriti nel sistema imprenditoriale e finanziario lecito, potevano investire grosse somme senza attirare l’attenzione. Tra questi figura Riccardo Fusari, professionista del mondo della finanza, che intratteneva rapporti anche con i funzionari della Banca Monegasca di Gestione di Montecarlo e Gaetano Pezzella, detto “ ‘o tecnologo”. Pezzella è titolare della “Italia salumi”, impresa sottoposta a sequestro nel corso dell’operazione partita all’alba di oggi. Finiti in manette anche due funzionari di banca, Raffaele Tazza e Stefano Romano.

Tra le ordinanze risultano anche quelle a carico di Francesco Biancolella e Pasquale Liccardo, entrambi arrestati, considerati personaggi di primo piano nel panorama camorristico napoletano e ritenuti coloro che, per oltre 30 anni, hanno intrattenuto rapporti con tutti i clan attivi sul territorio di Mugnano per la gestione degli appalti.

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di Nico Falco
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