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Polemiche sull'intervista tv al figlio minorenne di Preiti

Spari a P. Chigi: no strumentalizzazione dei minori

"E' stata una clamorosa violazione della Carta di Treviso"

Spari a P. Chigi: no strumentalizzazione dei minori
29/04/2013, 17:52

"Occorre evitare ogni strumentalizzazione dei minori: l'esercizio del diritto di cronaca non deve accrescere le sofferenze dei soggetti più indifesi". Questo quanto dichiarato in una nota dal presidente del Garante per la Privacy, Antonello Soro, intervenuto sul caso dell'intervista tv  al figlio minorenne di Luigi Preiti, il muratore calabrese che ieri ha sparato davanti a Palazzo Chigi ferendo due carabinieri.

Lo stesso Soro, ritenendo alcuni elementi non essenziali ai fini della corretta informazione sulla sparatoria, invita "gli organi di informazione e i siti web ad astenersi dal pubblicare e diffondere dettagli eccessivi e immagini che possano ledere la dignità delle persone coinvolte, richiamando tutti al doveroso rispetto delle garanzie poste a tutela dei minori dal Codice deontologico dei giornalisti e dalla Carta di Treviso. E' sempre necessario tutelare la personalità dei minori, soprattutto quando non sono direttamente coinvolti in fatti di cronaca, considerando sempre il diritto del minore alla riservatezza come prioritario".

Di fronte ad un gesto così forte come quello dell'intervista al minore si scatenano numerose polemiche.

Ad intervenire duramente  è anche il giornalista professionista e presidente del Movimento Difesa del Cittadino, Antonio Longo: "L' intervista fatta oggi al figlio di 11 anni di Luigi Preiti non è informazione, non conferisce alcun valore aggiunto alla tragica notizia riportata sulle pagine dei giornali, ma è solo una squallida speculazione per ottenere qualche lettore in più, un`esclusiva che non dà onore a una professione così delicata che dovrebbe avere come interesse primario la propria deontologia". "Quello che abbiamo visto è stata una clamorosa violazione della Carta di Treviso, - prosegue Longo - la più importante nella tutela dei minori coinvolti in fatti di cronaca, abbiamo assistito a una vera e propria aggressione a un bambino già emotivamente colpito da una vicenda grave che riguarda ormai non più solo il padre. "Dopo le già discutibili interviste fatte alla ex moglie e al fratello, chiediamo sanzioni a carico dei giornalisti e delle testate coinvolte, informazione non è accanimento, non è lo spettacolo a cambiare gli scenari delle tragiche vicende che ogni giorno sempre più coinvolgono tantissime famiglie che invece meritano tutela, ma soprattutto rispetto", conclude Longo. 

A pensarla allo stesso modo è il presidente dell'Ordine lombardo, Letizia Gonzales: ''E' inammissibile -spiega- che giornalisti professionisti violino così palesemente le regole che governano la nostra professione, trasformando l'informazione in un'operazione di sciacallaggio, solo per fare uno scoop. E' ora di mettere un freno a questo modo selvaggio di concepire la notizia, che non trova giustificazione alcuna nel diritto di cronaca''.

L'Ordine dei Giornalisti della Lombardia aprirà un procedimento disciplinare apposito.

Commenta  questa triste vicenda anche il neuropsichiatra infantile e presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo: "Nonostante il fatto di cronaca che ha visto protagonista Luigi Preiti sia riprovevole, estremamente drammatico e le sue conseguenze tragiche per tutte le persone coinvolte, Telefono Azzurro non può  dimenticare l'impegno preso oltre 25 anni fa a tutela dei minori. Per questo motivo riteniamo che con questa intervista al figlio di Preiti siano state violate la gran parte delle norme contenute nella Carta di Treviso, stesa insieme ai più autorevoli organi competenti in tema di informazione". 

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di Flavia Stefanelli
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