Cronaca / Soldi

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Di Pietro: "E' un morto che cammina"

Spatuzza, revocata la protezione testimoni


Spatuzza, revocata la protezione testimoni
15/06/2010, 20:06

ROMA - Incredibile e senza precedenti la decisione presa oggi dalla Commissione Centrale del Viminale che si occupa della protezione di testimoni e pentiti: Gaspare Spatuzza non ha diritto a ricevere la protezione. E questo nonostante siano state ben tre Procure a chiederla: Firenze, Caltanissetta e Palermo. Non era mai successo che venisse considerato non sufficiente il parere di ben tre Procure, ognuna delle quali ha verificato indipendentemente il fondamento delle sue dichiarazioni. Ma, secondo la Commissione Centrale, Spatuzza è intrinsicamente inattendibile, perchè non ha detto tutto quello che sapeva nei 180 giorni previsti dalla legge sui pentiti, come modificata nel 2002 dal governo Berlusconi II. Infatti Spatuzza ha iniziato a collaborare il 26 giugno 2008, ma ha detto cose nuove dopo il 16 giugno 2009 e dopo il 4 dicembre 2009 (in questo caso si parla delle dichiarazioni fatte nel processo che vede imputato Marcello Dell'Utri). Questo discorso delle date, secondo la Commissione Centrale, testimonia intrinsecamente l'inattendibilità del pentito. Il suo legale, Valeria Mattei, ha annunciato ricorso al Tar: "Si è autoaccusato di due stragi, Capaci e via D'Amelio - spiega l'avvocato -, per le quali non era nemmeno indagato. Ha rivelato particolari inediti, che hanno consentito di individuare altre piste. Non capisco questa decisione: lui ha spiegato perché non ha parlato nei 180 giorni. Aveva paura, e mi sembra un motivo credibile, data la caratura dei personaggi che stava chiamando in causa". E come si fa a darle torto, visto che doveva parlare del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del suo braccio destro, Marcello Dell'Utri?
Le reazioni dei magistrati ondeggiano tra l'arrabbiato e l'incredulo. Per esempio Nino Di Matteo, Pubblico Ministero della Dda di Palermo: "Per quanto ricordi, è la prima volta che si nega l'ammissione al programma di protezione per i pentiti in presenza della richiesta di ben tre Procure della Repubblica. Comunque, la valutazione sull'attendibilità delle dichiarazioni resta di competenza delle autorità giudiziarie che hanno sentito e continueranno a sentire Gaspare Spatuzza". Anche il suo superiore Francesco Messineo è sulla stessa lunghezza d'onda: "La Cassazione ha ritenuto che anche le dichiarazioni 'tardive', se rese nel contraddittorio tra le parti, possono essere utilizzabili. L'argomento usato dalla commissione del ministero è interessante ma controvertibile. Ci riserviamo comunque di leggere con attenzione il provvedimento, per esprimere in maniera adeguata le nostre valutazioni".
Sulla vicenda interviene con parole dure anche Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori: "Da oggi, Spatuzza è un morto che cammina. La mancata assegnazione del programma di protezione a Spatuzza è un modo per intimidire coloro che riferiscono fatti rilevanti al fine di fare luce su alcune scomode verità. Non è un caso che le scomode verità, oggi, coinvolgerebbero proprio il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il suo parlamentare di riferimento, senatore Marcello Dell'Utri"

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di Antonio Rispoli
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