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SPECIALE: Donne per il sociale: sì alla vita, no a bullismo, droga e alcol


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SPECIALE: Donne per il sociale: sì alla vita, no a bullismo, droga e alcol
17/05/2018, 13:01

NAPOLI - Michele aveva solo 17 anni e un futuro davanti. Preso di mira dai compagni di classe perché aveva alcuni problemi motori, ha deciso di togliersi la vita. Vittima del bullismo, una piaga sempre più dilagante che secondo alcuni dati fa registrare in Italia un caso al giorno.

Così come poteva andare male a una studentessa diciassettenne di Milano, in gita con la classe a Napoli. Per divertirsi lei fuma uno spinello e cade dalla finestra. Ricoverata in ospedale non è in pericolo di vita. Ma non è l'unica, nel nostro Paese il 16% dei ragazzi fuma fino al compimento dei 24 anni e il 19% ha consumato cannabis nell’arco di un anno.

Bullismo, droga e alcol, forse il peggiore delle dipendenze, che possono costare la vita, un bene prezioso che va tutelato. Ed è per questo che l'associazione 'Donne per il sociale' ha deciso di organizzare un convegno al Palazzo Nunziante. 

L'associazione donne per il sociale è sempre attenta ai fatti di cronaca e ha conferito incarico all'avvocato Luigi Ferrandino di costituirsi parte civile nei confronti dei conque dipendenti dell'albergo della costiera sorrentina accusati di avere stuprato una turista straniera, qualora questi fossero rinviati a giudizio. 

Un evento che ha cercato di spiegare perché droga, alcol e bullismo dilagano tra i giovani e lo ha fatto da diversi punti di vista: in primis quello istituzionale/politico.

In accordo con le istituzioni c'è anche l'iniziativa contro la movida violenta del presidente della Prima municipalità con l'arrivo, per garantire una maggiore sicurezza, dell'esercito ai baretti. 

Fondamentale per capire questi fenomeni è anche un'indagine psicologica. 

Sempre più casi di bullismo in classe contro alunni e docenti ma anche episodi positivi come il caso dei ragazzi che si sono accorti dell'assenza dell'insegnante salvandole la vita. 

Un convegno che non si basa solo sui buoni propositi ma su un impegno concreto e che ha visto la testimonianza dei genitori di Nicola Marra, il giovane che ha perso la vita dopo una serata a base di alcol in una discoteca di Positano.

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di Chiara di Tommaso
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