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Sperlonga, tracce dell'uomo di Neanderthal nella grotta di Tiberio


Sperlonga, tracce dell'uomo di Neanderthal nella grotta di Tiberio
05/12/2012, 14:16

La sensazionale scoperta della direttrice del Museo Archeologico Marisa de’ Spagnolis sarà presentata al pubblico, alla presenza della Soprintendente per i Beni del Lazio, l’8 dicembre insieme a un libro sulle sculture omeriche. Il materiale rinvenuto risale a più di 35.000 anni fa e sarà esposto per due settimane. «Avevo iniziato con il solo personale del Museo una serie di piccoli saggi all’interno della grotta nei punti più distanti dall’ingresso. Sono rimasta colpita dal fatto che la piscina circolare della grotta era stata costruita realizzando un muro contro terra. Questo voleva dire solo una cosa: il terreno era ancora quello originario. Mi sono meravigliata del fatto che un dato così evidente per un archeologo non fosse mai stato notato». Racconta così la direttrice del Museo Archeologico Nazionale, dott.ssa Marisa de’ Spagolis, l’avventura di una delle scoperte più entusiasmanti degli ultimi 50 anni per la Riviera d’Ulisse.  L’8 dicembre a Sperlonga, per la prima volta alla presenza della nuova Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio dott.ssa Elena Calandra, verranno esposti i primi materiali relativi all'importante scoperta avvenuta  nella grotta di Tiberio, dove saggi archeologici hanno permesso di individuare un giacimento del paleolitico medio musteriano, in gran parte distrutto dagli architetti dell’imperatore Tiberio per la realizzazione della piscina circolare, magna pars dell’allestimento della scenografica grotta-ninfeo. Proprio gli sbancamenti operati all’epoca di Tiberio avevano escluso da parte di studiosi  la possibilità di rinvenire tracce preistoriche. Invece resti del giacimento originale sono rimasti miracolosamente conservati in situ. «Si tratta di un momento storico – aggiunge Leone La Rocca, Presidente del Consorzio “Sperlonga Turismo” che sta gestendo l’organizzazione della giornata – a cui siamo orgogliosi di partecipare da protagonisti. Il Museo per noi imprenditori rappresenta, inoltre, la vera sfida alla destagionalizzazione del turismo: qui arrivano visitatori da tutta Europa in ogni stagione». Si unisce al coro delle congratulazioni anche il Vicesindaco del comune di Sperlonga Francesco Faiola: «Innanzitutto complimenti alla dott.ssa de’ Spagnolis che porge questo ennesimo e inestimabile regalo alla nostra comunità Noi le siamo grati e posso dire, in virtù della delega al Turismo conferitami dal Sindaco Cav. Rocco Scalingi, che ci impegneremo nella realizzazione di un’edizione dedicata e nella diffusione del nuovo volume della direttrice del Museo nell’ambito delle nostre attività istituzionali, ma soprattutto per la promozione dell’immenso patrimonio storico della città ai nostri visitatori». L’occasione dell’8 Dicembre, infatti, sarà propizia anche per presentare nel Museo di Sperlonga, a partire dalle ore 16.30, il nuovo libro scritto dalla direttrice dal titolo “La grotta di Tiberio a Sperlonga e le sculture di soggetto omerico”.  «Per questa incredibile scoperta – conclude la de’ Spagnolis – devo ringraziare il personale del Museo che ha collaborato agli scavi: i sigg.ri Germani, Favero, Pestillo, Caposecco; ma anche altri che mi hanno aiutato nei rinvenimenti tra cui Giovanni Vastano, Maria Napolitano, Italo Biddittu, Annalisa Zarattini, Gabriele Manarini e Mariannina Rita Di Bianca».  In mostra i reperti dell’uomo di Neanderthal. 

 I primi materiali portati alla luce saranno esposti eccezionalmente per due settimane. Essi sono relativi al  Paleolitico Medio che ha come terminus finale 35000 anni da oggi e sono caratteristici dell’industria litica di un tipo documentato nel Lazio Meridionale, detto "Pontiniana",  produzione del Paleolitico Medio che si differenzia per l'uso, come materia prima, di piccoli ciottoli marini silicei, lavorati per l'ottenimento di schegge e di spicchi da rifinire con percussione diretta. I materiali trovano confronti con quelli provenienti dalle Grotte del Fossellone e Guattari  al Circeo. Essi consistono in chopping tools, punte e raschiatoi, oltre a ciottoli su cui si vedono i distacchi per l'ottenimento di schegge e scarti di lavorazione. Sono presenti  strumenti in selce attribuibili più genericamente alla sfera Musteriana, sempre del Paleolitico Medio. Si tratta di punte, raschiatoi, lame-raschiatoi, denticolati e bulini. Numerose le ossa di animali, in parte combuste, relative a diversi animali quali il cervo ed il cavallo, che permettono di documentare l’uso della grotta come abitazione dell’uomo di Neanderthal e di conoscere  il tipo di vita della comunità. L’arco cronologico di frequentazione  del sito sarà  meglio definibile dopo ulteriori approfondimenti nello studio dei materiali.  «Nel Paleolitico Medio – precisa la dott.ssa de’ Spagnolis - i  frequentatori della grotta erano gli uomini  di Neanderthal ed i reperti offrono uno spaccato eccezionale della vita e della tecnica dell’Homo neanderthalensis. Le genti neanderthaliane si dedicavano alla caccia durante la buona stagione vivendo in accampamenti all’aperto e durante il periodo invernale in grotte alcune delle quali in prossimità del mare. Nelle grotte potevano essere anche i loro luoghi di culto. La scoperta della parte terminale del  giacimento preistorico che doveva essere molto più consistente conferma che la grotta di Tiberio era frequentata in epoche antichissime dall’uomo di Neanderthal che  viveva nella fascia di costa allora molto più avanzata rispetto all’attuale. Dopo questa scoperta l’esame dei reperti e la prosecuzione dello scavo permetteranno ad altri archeologi di approfondire la ricerca e di riuscire a sottrarre altri elementi di conoscenza delle tecniche e della vita di popolazioni così lontane nel tempo. Sperlonga si arricchisce di un’altra eccellenza archeologica. Era già stata scelta dall’uomo di Neanderthal  per vivervi». Anticipazione: la premessa della Direttrice de’ Spanolis al libro.  "Nell’agosto del 2012 saggi condotti dalla scrivente come direttore del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga hanno permesso di portare alla luce testimonianze preistoriche (Paleolitico medio - Musteriano Pontiniano) all’interno della grotta di Tiberio, stratigrafia distrutta in gran parte dalla realizzazione da parte degli architetti dell’imperatore Tiberio della monumentale piscina circolare del ninfeo imperiale. Forse questa nuova scoperta offrirà, a breve, dati archeologici del più grande interesse e permetterà di scrivere una nuova pagina di storia dopo che la scoperta delle sculture di soggetto omerico,in frammenti, all’interno della grotta detta di Tiberio a Sperlonga nel 1957 aveva costituito per il borgo l’inizio di una meravigliosa avventura archeologica. Quella scoperta aveva dato il via ad un percorso di studi e ricerche da parte di studiosi di tutto il mondo affascinati dalle sculture che narravano le imprese di Ulisse, che costituivano l’arredo di una vera e propria galleria d’arte voluta da Tiberio. Le sculture che oggi sappiamo essere state realizzate in età augusteo-tiberiana con marmi frigi di Docimium ripetevano iconografie della media età ellenistica e sono stati parzialmente ricomposti ed esposti in un Museo appositamente allestito nella stessa area della villa nel 1963. In questa sede si tratterà dei gruppi omerici che arredavano la grotta perché essi rispondevano ad una precisa scelta dell’imperatore Tiberio sia per l’iconografia, sia perché opera dei più grandi artisti della fine del I secolo a.C. Mi è gradito ringraziare il Soprintendente per i Beni archeologici del Lazio dott.ssa Marina Sapelli Ragni per la fiducia accordatami nell’avermi affidato nel 2010 la direzione del Museo archeologico di Sperlonga. Dal settembre 2012 il nuovo soprintendente del Lazio è la dott.ssa Elena Calandra. Ringrazio il presidente della Cooperativa Phoenix Edoardo Schina, autore di parte delle foto che qui si presentano, la dott.ssa Annalisa Zarattini e gli amici fotografi: Damiano Macone, Enrico Duratorre e Franco De Luca. Desidero inoltre ringraziare l’Associazione A.M.A.N.S nella persona della Presidentessa prof. Maria Colussi, la casa editrice Edizioni Phoenix, la Tipografia Fabrizio e tutto il personale del Museo Archeologico di Sperlonga".

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di Redazione
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