Cronaca / Nera

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La ‘mente’ avrebbe avvisato Nugnes delle indagini

Spie alla Dia, i ‘segreti’ nascosti in 13 computer


Spie alla Dia, i ‘segreti’ nascosti in 13 computer
15/01/2010, 20:01

NAPOLI – Si arricchisce di particolari la vicenda della ‘centrale di spionaggio privata’ scoperta in seno alla Dia di Napoli, organizzata da alcuni agenti “infedeli” che svolgevano anche indagini a pagamento per committenti privati. L’attenzione degli inquirenti si focalizza su un archivio, composto da report trascritti su file e cd rom, che una volta esaminati potrebbero svelare i segreti nascosti in 13 computer sequestrati dalla procura di Napoli.
Finora i poliziotti coinvolti sono sei, insieme ad un privato cittadino, ma con l’avanzare delle indagini nuove persone potrebbero essere iscritte nel registro degli indagati. Il pool di pm (il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i sostituti della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli) sta ricostruendo, con il supporto di un esperto, tutte le investigazioni private (e illecite) svolte dal gruppo di agenti della Dia.
Il materiale che ora è sotto la lente di ingrandimento degli investigatori arriva dalle case di alcuni degli indagati e, soprattutto, dall’abitazione di Giuseppe Savarese, già detenuto da alcuni mesi con l’accusa di essersi introdotto nel sistema informatico dellla Dia per copiare alcuni files su una inchiesta della Procura sugli appalti inseriti nel “Piano Sicurezza” da attuare a Napoli e provincia. Savarese, secondo l’accusa mente del gruppo, custodiva in casa sua l’archivio in cui sarebbe documentata tutta l’illecita attività svolta negli ultimi anni dagli 007 illegali.
Per il momento, però, oltre all’intrusione per la vicenda degli appalti, è stata scoperta una sola indagine “privata” (ed abusiva) commissionata da un cittadino. L’uomo si sarebbe rivolto al sodalizio per svolgere indagini sulla moglie, che era scappata in Brasile col figlio. Catello Coppola, uno degli agenti indagati, in servizio alla Dia di Napoli, avrebbe ammesso durante un interrogatorio in Procura mercoledì scorso di essere a conoscenza della vicenda e di aver partecipato anche ad un pedinamento della donna a Roma.
Secondo gli inquirenti, la presunta centrale di spie avrebbe agito però su due fronti, per distinti. Se da un lato si comportava come una normale agenzia investigativa, ovvero svolgendo indagini per conto di privati, dall’altro acquisiva informazioni riservate su indagini in corso e le forniva direttamente alle persone coinvolte nelle inchieste. Si tratta per il momento solo di una ipotesi, ma che sembra aver già trovato i primi riscontri: sembra infatti che sia stato proprio Savarese ad informare l’ex assessore comunale Giorgio Nugnes (poi morto suicida) del suo coinvolgimento nell’inchiesta Global Service, che nel dicembre 2008 portò all’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo e di quattro assessori del Comune di Napoli.
Sempre nell’abitazione di Savarese, gli inquirenti scoprirono un tariffario per le investigazioni private: “10 ore 400 euro 1 settimana 2.800 2 settimane 4500; tabulati telefonici 60 giorni vodafone 1500; wind, tim, tre 2500; intestazioni telefoniche 300 euro; 35 euro ad ora per operatore; 2.500 a settimana più spese strumentazioni tecniche”. Nell’appunto in mano agli inquirenti si fa inoltre riferimento a “spedizioni a Rio de Janeiro e Pomezia” ed a controlli in alberghi, con l’annotazione che in un hotel, nel periodo dal 2001 al 2003, una signora “è stata 35 volte”.

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di Nico Falco
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