Cronaca / Curiosità

Commenta Stampa

Lo rivela un sondaggio tra i creativi “indignati” del web

Spot anti casta, Polverini e Fiorito testimonial ideali


Spot anti casta, Polverini e Fiorito testimonial ideali
25/09/2012, 11:15

Milano, 25 settembre 2012 – Il più prestigioso gruppo italiano di produzione pubblicitaria, BRW Filmland (che vanta un portfolio impreziosito da nomi del calibro di Barilla, Fiat Iveco, Olio Monini, Lottomatica e Maserati), ha recentemente lanciato un appello ai giovani creativi per realizzare uno spot anti casta. Una provocazione inedita e intelligente del suo Presidente, Marco Bussinello, che evidentemente ha colto nel segno, tanto che sul tema è stato realizzato un sondaggio che ha coinvolto 500 giovani creativi della rete, interrogati via e-mail, per identificare quali volti potrebbero interpretare al meglio le icone della casta e, di contro, quelle che meglio rappresenterebbero l’anti casta nel ruolo di testimonial dello spot. In testa, tra i “volti” che meglio fotografano il concetto di appartenenza alla casta per i giovani interpellati, è finito il Governatore del Lazio Renata Polverini con il 21%, anche perché al centro delle cronache per il fresco scandalo dei fondi del PDL gestiti dalla Regione Lazio che, Franco Fiorito, gestiva in modo per lo meno “allegro”. Proprio “Batman” Fiorito è infatti al secondo posto con il 17%. Terzo “volto” indicato quale perfetta rappresentazione dei privilegi della casta è quello di Luigi Lusi, l’ex onnipotente tesoriere de La Margherita raccoglie il 15% delle “preferenze”. Al quarto posto il popolare “Trota”, il giovane figlio di Bossi, Renzo, guadagna un 13% di voti che farebbe invidia a molti partiti. Dal quinto al settimo posto si piazzano Filippo Penati, ex Presidente PD della Provincia di Milano coinvolto nello scandalo tangenti della “Stalingrado d’Italia” Sesto San Giovanni, con l’10%; Guido Bertolaso, per nove anni direttore del Dipartimento della Protezione Civile, scelto dal 9% dei giovani in relazione agli scandali che lo hanno toccato e, a sorpresa, il non dimenticato Carlo Malinconico (6%) Sottosegretario alla Presidenza del Governo Monti dimessosi per una vacanza pagata da altri. Ottavo Claudio Scajola, l’ex Ministro dello Sviluppo Economico, è indicato dal 4% per la famosa casa al Colosseo comprata a sua “insaputa”. Chiudono - al nono e decimo posto - Pier Gianni Prosperini, ex Assessore della Regione Lombardia ai Giovani, Sport, Promozione Attività Turistica arrestato e condannato per corruzione e turbativa d’asta con il 3% e, con il 2%, Salvatore “Totò” Cuffaro, UDC ed ex Presidente della Regione Sicilia, condannato e agli arresti per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra.

Tra i volti più adatti a rappresentare l’anti casta nello spot stravince, con un vero plebiscito, Beppe Grillo. Il comico fondatore del Movimento 5 Stelle raccoglie il 36% delle preferenze, anche in virtù della sua esperienza professionale, della capacità oratoria e della sferzante ironia. Al secondo posto Marco Travaglio, con il 13%, considerato implacabile e senza macchia. Al terzo, la prima sorpresa: Vasco Rossi viene infatti indicato dal 11% come voce ideale per “cantare ai politici, in uno spot, ciò che si meritano”. Al quarto un testimonial straniero quale Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che raccoglie l’11% delle preferenze, e al quinto posto un “censore” televisivo del calibro di Michele Santoro, con il 9%. Al sesto posto Don Gallo, prete d’assalto genovese che raccoglie il 6%, mentre settimo si piazza un altro comico, Checco Zalone, che il 5% dei giovani considera “perfetto” in uno spot anticasta. Ottavo Gino Strada, fondatore di Emergency, con il 3%. Mentre chiudono, rispettivamente al nono e decimo posto, Gian Antonio Stella, firma de “Il Corriere della Sera”, che per primo denunciò “la casta” in un libro culto, con il 2% e Antonio di Pietro, che tra i giovani del web raccoglie solo l’1% delle preferenze.

Ma cosa i chiedono i giovani agli esponenti della casta?

Innanzitutto di dimettersi anche se indagati, il 23% vuole infatti che lascino subito, al primo sospetto, il loro posto. La seconda richiesta, votata dal 19%, è quella di abbandonare, volontariamente e non appena in carica, tutti i privilegi economici derivanti dalla loro posizione, quali auto blu, sconti, facilitazioni, accessi gratuiti, ecc. Segue, al terzo posto con il 16%, la rinuncia a candidarsi per più di due mandati elettorali di seguito. Quarta, 11%, la pubblicazione online dei propri incarichi pubblici e delle entrate economiche derivanti. Infine, un’interessante provocazione al 10%, svolgere almeno quindici giorni di servizi sociali obbligatori all’anno sin che avranno una carica pubblica.

“La mia proposta e provocazione è volta a creare una critica sociale. consapevole e costruttiva. Vedo, anche dai dati rilevati da questo sondaggio, che nei cosiddetti Millenials la critica verso la classe politica e i privilegi della casta si può indirizzare verso un produttivo e costruttivo slancio creativo. E questo mi rende felice, soprattutto come professionista del settore” – ha spiegato Marco Bussinello – “Le indicazioni sui possibili testimonial pro e contro la casta sono interessanti, così come i primi spunti creativi che sono emersi dal sondaggio. Ripeto, tanto più alla luce di queste indicazioni, che se dovesse arrivare l’idea giusta (www.brwfilmland.com e all’indirizzo e-mail info@brwfilmland.com), mi piacerebbe produrre un spot che trasmetta la positività, l’energia, il potenziale e, soprattutto la voglia di cambiamento delle nuove generazioni”.

Ma come realizzerebbero e dove ambienterebbero lo spot anti casta?

Il 35% sceglierebbe come location il Foro Italico, la stessa scena della famosa “festa in stile romano” organizzata dal Consigliere della Regione Lazio De Romanis che tanto scandalo sta destando in Italia, il 28% si orienterebbe su temi più social scegliendo le sedi dell’ILVA di Taranto o Pomigliano d’Arco, mentre il 16% girerebbe lo spot sugli andirivieni di un supposto politico all’interno di una macchina blu, un 11% in un supermercato in cui il politico gira con scorta e carrelli pieni allontanando le povere signore presenti con i carrelli vuoti. Infine il 10% immagina di utilizzare la Camera dei Deputati mettendo la gente comune tra i banchi, in veste da lavoro e al posto dei politici, operai, massaie, spazzini, infermieri, poliziotti, autisti, ecc,

Infine, ecco alcune prime proposte di slogan adatti allo spot anti casta. Al primo posto il 23% opterebbe per un secco “Non votateli, dovranno lavorare”. Poco distante, con il 20% delle preferenze, lo slogan “Pagatelo voi il costo della casta”. Al terzo uno sferzante “Casta? Ma se si fa tutti!” con il 17%. Le ultime due proposte sono: un caustico e ‘salutistico’ “Senza di noi dimagrite di certo” con il 12%, e infine, con il 9% un laconico ma efficace, “Arrendetevi, siete circondati”.

 

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©

Correlati