Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il via libera

Staminali, Sofia riprenderà le cure


Staminali, Sofia riprenderà le cure
12/03/2013, 17:55

FIRENZE   -  Non si sono dati pace, hanno smosso tutti gli organi di informazione per diffondere la loro storia, per riuscire a continuare la cura con le cellule staminali per la loro piccola bloccata dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Ce l’hanno fatta i genitori di Sofia, la bimba di tra anni e mezzo affetta da leucodistrofia metacromatica, una grave malattia degenerativa comparsa quando aveva un anno e mezzo, ad ottenere il via libera dal ministro Balduzzi.

La storia di Sofia parte a dicembre, da quando cioè la speranza di alleviare le sue sofferenze la porta a negli Spedali Civili di Brescia per ricevere  la prima iniezione di cellule staminali trattate con il controverso metodo del professor Davide Vannoni. Dopo, poi, lo stop da parte dell’ Aifa. Ma non si sono mai dati pace mamma e papà ed ora è arrivato l’ok dal ministro: a breve la convocazione degli Spedali Civili di Brescia dove la bambina potrebbe essere accolta già a partire da domani.

“Abbiamo avuto tre interventi abbastanza importanti – racconta la mamma di Sofia -  il ministro Balduzzi, poi è arrivato l’ok dell’Aifa. Infine, gli Spedali Civili di Brescia hanno contatto il nostro avvocato: ieri sera ci hanno invitato una nota scritta che ci fa sperare. Già entro oggi potrebbe arrivare la data della convocazione, massimo entro fine settimana. Abbiamo preparato le valigie e domani potremmo portare Sofia a Brescia per la seconda infusione. La trasporteremo in auto: la malattia attacca il sistema nervoso centrale e la bambina ha il terrore dell’ambulanza”.

E a quanti le chiedono il motivo per cui crede in questa particolare terapia, la mamma di Sofia risponde così: “Quando nella tua famiglia c'è un malato terminale, quando non esiste nulla che possa alleviare le sofferenze della tua bambina si è disposti a tentare anche quello che la medicina non riconosce. Le cure di Vannoni non hanno, almeno per ora, effetti collaterali su Sofia e hanno prodotto miglioramenti che ripeto, altri medici hanno potuto verificare e certificare. Non gridiamo al miracolo perché di miracolo non si tratta. Eviteremmo volentieri anche di esporci con i media se questo non servisse a velocizzare la nostra battaglia giudiziaria. Il bene di Sofia viene prima di tutto”.

Commenta Stampa
di Rossella Marino
Riproduzione riservata ©