Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Trovate nuove immagini sul pc esaminato dai periti

Stasi indagato per detenzione di immagini pedopornografiche


Stasi indagato per detenzione di immagini pedopornografiche
20/12/2009, 10:12

VIGEVANO - Non pare esserci tregua per l'ex studende boccocciano che, proprio nel momento in cui festeggiava con la famiglia per essersi visto momentaneamente tolta dal groppone la colpevolezza per l'omicidio di Chiara Poggi, viene raggiunto da una notizia: l'ingegner Roberto Porta e il dottor Daniele Occhetti, hanno ritrovato sul suo personal computer dieci immagini e diversi filmati che ritraevano bambini in atteggiamenti inequivocabili con degli adulti. I nuovi documenti rinvenuti si aggiungono alle 13 immagini già "ripescate" dai periti informatici sul pc di Alberto Stasi lo scorso 20 dicembre 2007.
Due anni esatti ed a guastare il Natale della famiglia del giovane di Garlasco arriva la stessa, infamante accusa:
detenzione e divulgazione di immagini pedopornografiche.
Già all'epoca della prima indagine, il Pm Rosa Muscio  (del resto ancora fermamente convinta che l'assassino di Chiara Poggi sia Alberto) aveva chiesto di accorpare in unico fascicolo i due pesanti capi d'accusa: indagini per omicidio e pedopornografia portate sul medesimo binario. Il giudice, però, rifiutò la richiesta e, da allora, gli inquirenti procedono su due strade parallele.
Così, mentre scivola (momentaneamente) l'accusa di omicidio, si affaccia un'altra ipotesi d'accusa per la quale il giudice Stefano Vitelli si pronuncerà il prossimo 9 marzo.
Eppure proprio il computer aveva in precedenza fornito un forte alibi al giovane. I file temporanei analizzati, infatti, parevano dimostrare che, mentre Chiara veniva uccisa, Alberto stava lavorando al pc. Un pc che si trova dunque ad essere scudo e al contempo spada per il biondo di Garlasco.

LE DUE TESI
Secondo l'accusa, Alberto Stasi avrebbe scaricato e poi diffuso di proposito le immagini pedopornografiche ritrovate sul suo hard disk nonostante fossero state cancellate. Il giovane avrebbe poi scambiato i file attraverso il celebre programma p2p "E-Mule". La difesa, invece, porta avanti la tesi del download casuale dei contenuti pedopornografici e la loro immediata cancellazione da parte dell'imputato.

L'AMICO
A mettere in crisi l'ipotesi della difesa, potrebbero però essere i risultati di una perizia che i tecnici informatici stanno già effettuando sul pc di un amico di Stasi. Oltre ad aver riscontrato migliaia di immagini pornografiche, infatti, gli inqurenti hanno scovato alcune foto "dubbie"; potenzialmente ricollegabili ad uno scambio di file avvenuto con l'ex studente della Bocconi. Il nodo cordiano per dimostrare la colpevolezza o l'innocenza di Alberto, infatti, starebbe proprio nell'appurare la divulgazione (oltre che la detenzione magari casuale e quindi non criminosa) di contenuti illegali da parte dell'indagato.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©