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Stefano Ceci: "Fermiamo la storia di una morte annunciata!"


Stefano Ceci: 'Fermiamo la storia di una morte annunciata!'
10/01/2013, 23:21

Da quasi due mesi a Piazza San Domenico Maggiore, nel cuore della città di Partenope, il clochard Vincent vive tristemente la drammatica scelta di abbandonarsi. Le istituzioni quasi nulla hanno fatto, mentre alcuni cercano di dare conforto e ristoro al povero Vincent. Questi, però, rifiuta ogni tipo d’aiuto sia esso una parola di conforto, sia un pasto caldo. Una situazione che se non affrontata e risolta nelle prossime ore, rischia di trasformarsi in una tragedia. Stefano Ceci è il titolare della libreria Abc, il cui spazio antistante è occupato da Vincent con la sua casa all’aperto fatta di coperte, urla il suo appello: “Purtroppo – dice con rammarico – nel cuore di Napoli si sta consumando una tragedia. Vincent, cittadino francese, soffre di problemi psichici e nonostante ciò non è sottoposto ad alcun trattamenti di recupero. Ha scelto di lasciarsi morire ed a nulla valgono gli aiuti che gli abitanti del luogo offrono con tanto amore. Due settimane fa è intervenuto un gruppo d’assistenti sociali per esaminare il caso, ma da quel giorno di loro non si è saputo più nulla. Vive grossa parte del giorno sdraiato a terra, nell’angolo tra la piazza e Via Mezzocannone, sotto una montagna di coperte sporche. Nonostante balzi agli occhi di chiunque la sua condizione e presenza, da parte dei vigili urbani e dei tutori dell’ordine non c’è stato alcun intervento. Vincent, inoltre, soffre di una cancrena alla gamba destra. Prima si muoveva trascinandosi su un carrello, ma dei delinquenti glielo hanno rubato. Vive, dunque in uno stato d’abbandono, anche sanitario. Situazione pericolosa anche per chi gli è attorno, perché temo l’esplosione di focolai di malattie. Il mio è un appello a chi di dovere tra le istituzioni laiche e religiose affinché intervengano immediatamente. Napoli da sempre è la culla della civiltà e dell’accoglienza, e non può permettere che un suo ospite sia triste attore di una morte annunciata”.

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di Alfredo Di Costanzo
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