Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il Gip:"Non esistono motivazioni per la custodia cautelare"

Stefano Gugliotta è stato scarcerato


Stefano Gugliotta è stato scarcerato
12/05/2010, 20:05

ROMA - Stefano Gugliotta, il ragazzo aggredito e poi arrestato da un poliziotto lo scorso 5 maggio, dopo la finale di Coppa Italia tra Inter e Roma, è stato scarcerato per ordine del Gip Aldo Morgigni. Per il magistrato, infatti, pur permanendo l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, non sussitono le motivazioni per la custodia cautelare.
La madre del giovane ha dichiarato seccamente:"Stefano e' agitato, io sono provata e non ho piu' voglia di parlare". Fuori al Regina Coeli, oltre alla madre, lo hanno atteso per tutta la mattinana anche la zia, la cugina e la fidanzata. Secondo la versione "ufficiale", il ragazzo è stato malmenato e successivamente arrestato da alcuni poliziotti dopo essere stato scambiato per un tifoso violento. 
A favore della sua scarcerazione immediata si erano espressi il Procuratore aggiunto,Pietro Saviotti e il sostituto Francesco Polino. Motivo? Per entrambi Gugliotta "è stato vittima di un atto arbitrario". Tra gli indagati con l'accusa di lesioni aggravate c'è un agente in servizio da 15 anni nel Reparto Mobile che ha sferrato un violento pugno al venticinquenne lo scorso 5 maggio ma, i compagni, lo difendono sostenendo che "non cercavamo uno a caso, per noi il ragazzo è uno degli scalmanati che si sono dispersi verso viale del Pinturicchio dopo gli scontri con le forze dell'ordine in piazza Mancini". 
Per il Governo, intanto, parla il Ministro per i Rapporti con il Parlamento
Elio Vito il quale assicura che "se venissero accertate responsabilità penali il Viminale si costituirà parte civile". Poi Vito ha ribadito ancora una volta la volontà di "esprimere, a nome di tutto il governo, la piu' ferma condanna di ogni forma di violenza". Per l'opposizione, in mattinata, una delegazione del Pd e dell'Idv si è recata al Coeli per incontrare il giovane.
"Sono in corso - ha concluso Vito - indagini giudiziarie ed un'inchiesta interna disposta dal capo della polizia, per individuare ogni eventuale responsabilita', che verra' perseguita senza riserve. Il governo auspica una rapida conclusione degli accertamenti ma, tenuto conto che la responsabilita' penale e' personale, sono da evitare processi sommari e attacchi indiscriminati alle forze dell'ordine, che
svolgono quotidianamente il difficile compito della gestione dell'ordine pubblico con professionalita' e sacrificio".

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©