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Un dossier dell'Fbi smonta la figura del genio Apple

Steve Jobs? "Drogato, tirchio e disonesto"


Steve Jobs? 'Drogato, tirchio e disonesto'
09/02/2012, 21:02

NEW YORK – “Stay hungry, stay foolish”. Nel suo monologo quando ottenne la laurea honoris causa alla Stenford University Stev Jobs invitò i giovani neolaureati ad essere follemente spregiudicati ma anche all’essere affamati di successo. Tratti caratteriali che il visionario della Apple, certamente un genio dell’era 2.0 possedeva. Ma secondo un dossier dell’Fbi, Jobs era anche drogato, disonesto e tirchio coi famigliari. Il profilo tratteggiato dagli agenti è presente in un dossier che oggi l’Fbi pubblica sul suo sito web le 191 pagine del file segreto relativo a “Steven Paul Jobs”. Un documento definito “molto più divertente della sua biografia ufficiale” dal New York Magazine.
Avviata nel 1985, quando il padre di Apple morto di tumore lo scorso 5 ottobre fu preso di mira da un ricattatore che minacciò di farlo saltare in aria se non gli avesse versato un milione di dollari, l’indagine del Bureau si è estesa più tardi. Quando il suo nome emerse tra i candidati all’US President’s Export Council dell’allora amministrazione di George Bush padre. Si trattava di un incarico prestigioso che però non gli venne mai accordato. Dopo aver intervistato 15 persone del suo entourage (amici ed impiegati) l’Fbi ritenne forse che aveva troppi “scheletri nell’armadio”. Tra gli scogli elencati nel documento: il suo uso di droghe illegali tra gli anni 60 e 70 (“non sappiamo se ne fa ancora uso”, dichiara un’anonima gola profonda ai federali) e la sua presunta disonestà.

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di dg
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