Cronaca / Sanità

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Caldoro: “Niente sanatoria, voglio operazione verità”

Stipendi dell’Asl Na1, la soluzione è ancora lontana


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Stipendi dell’Asl Na1, la soluzione è ancora lontana
29/04/2010, 21:04

NAPOLI – Questa mattina la protesta era scoppiata in diversi ospedali. Scioperi nei presidi, tavolo di trattative in Regione, speranze di poter risolvere in tempi brevi. Nel primo pomeriggio, indiscrezioni positive: gli stipendi sarebbero stati accreditati nei primi giorni di maggio. Ora, invece, la stoccata: la soluzione è ancora lontana. O, per meglio dire, non esiste.
La mobilitazione dei dipendenti è partita questa mattina dall’ospedale San Paolo di Fuorigrotta, estendendosi subito dopo al Pellegrini. Successivamente, in mattinata, è stata la volta del San Gennaro, quartiere Sanità, e del San Giovanni Bosco. I dipendenti sono intenzionati a garantire soltanto i servizi minimi. In altre parole, l’assistenza sanitaria sarà assicurata, ma soltanto per le emergenze. La protesta potrebbe diventare ancora più accesa agli inizi della prossima settimana.
L’Asl Na1, la più grande d’Europa, conta quasi diecimila dipendenti. E tra loro sono molti quelli già pronti a puntare il dito. La solita cantilena. “E’ colpa di Brunetta che ha reso pignorabili gli stipendi”. In realtà le cose non stanno così. Brunetta si è limitato a ridurre, da 12 a 2 mesi, il tempo utile per pagare le spettanze prima che scatti il pignoramento. Un taglio drastico sicuramente, ma che con gli stipendi non c’entra niente.
E così arriviamo al blocco, deciso da una sentenza del Tribunale di Napoli, che ha diffidato la Tesoreria del Banco di Napoli dall’erogare l'anticipazione di cassa. Sono stati quindi bloccati anche i 68 milioni di euro necessari al pagamento degli stipendi. Non perché Brunetta abbia reso gli stipendi pignorabili, come suggerisce qualcuno che vuole politicizzare la questione. Il ‘fattaccio’ è che l’Asl Na1 dispone di una sorta di “fondo unico”, comprensivo dei soldi degli stipendi, e finito congelato in toto. Diversamente da quanto è successo in altre realtà, dove il monte stipendi fa parte di un fondo distinto.
A conti fatti, che sia colpa di Brunetta o meno, la patata bollente spetta a Stefano Caldoro. Il nuovo Presidente della Regione Campania, che si ritrova a dover gestire una eredità del genere, doppiamente pericolosa: diecimila persone senza stipendio, e nel delicato settore della sanità. Questa mattina Caldoro ha preso parte a Roma alla Conferenza unificata, per discutere del problema con Giulio Tremonti. Una sanatoria non è accettabile, né è quello che vuole il Presidente, che punta ad una “operazione verità”. “Il paradosso, - ha spiegato Caldoro, - è che tecnicamente sono nelle condizioni di non poter governare perché sono bloccato dalle sanzioni ereditate dalla precedente amministrazione e non posso neanche rimuovere nulla di quello che c’è di vecchio. Purtroppo mi trovo nella condizione di dovere violare una delle due leggi dello Stato, o sforando il Patto di stabilità o riducendo le spese vive che vuol dire tagliare sui dipendenti e questo non lo posso fare”. Ovvero, un Presidente con le mani legate e in cerca di uno spiraglio. O di un compromesso che sia quantomeno accettabile. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al termine della riunione Stato-Regioni che si è svolta questo pomeriggio nella sede del ministero per i rapporti con le Regioni, ha detto di essere convinto che Caldoro ''troverà una soluzione al problema”.
Il Presidente della Campania, però, per il momento non lascia trapelare nulla. E taglia corto, mozzando le speranze di chi voleva una soluzione rapida. Al momento, ha detto Caldoro, la situazione di cassa per la Asl Na1 è tale che “non permette di sapere quando sarà possibile pagare gli stipendi dei dipendenti”.

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di Nico Falco
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