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Ministro Kyenge: rivedere norme di cittadinanza

Stop alle gare per la bimba figlia di tunisini


Stop alle gare per la bimba figlia di tunisini
26/06/2013, 21:04

"Sono i casi concreti come questi che ci fanno capire l'esigenza di rivedere alcune norme e di continuare alcuni percorsi di riflessione su un tema così importante come quello della cittadinanza. Questo caso pone un interrogativo a tutta la società". Lo dichiara  il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, all’agenzia di stampa Adnkronos, commentando il caso della piccola atleta di 10 anni, di Campodarsego, in provincia di Padova, figlia di tunisini residenti in Italia da 12 anni, alla quale è stato negato di poter partecipare alle gare federali perché straniera. "E' chiaro – dichiara ancora il ministro - che una vicenda del genere segni una persona a 10 anni, nel pieno di un progresso di integrazione e segni profondamente le differenze, proprio quello che dobbiamo cercare di evitare. Le differenze - conclude - devono arricchire, non devono né dividere né aumentare la paura".
Nel frattempo, La federnuoto comunica ''di aver già recepito la problematica relativa alla partecipazione degli atleti comunitari non italiani ed extracomunitari residenti in Italia alla pratica delle discipline natatorie''. Un nuvo testo, spiega la Fin, "è al momento al vaglio del Coni".
Anche la Federazione Italiana Nuoto sta tentando di risolvere il caso di questa bambina che non può sostenere le gare perché figlia di tunisini. La Federazione, infatti, sta revisionando i regolamenti delle singole discipline sportive, che saranno emanate per la stagione 2013/2014, che terranno conto delle nuove modalità di partecipazione alle attività federali anche degli atleti non italiani. ''In particolare, in tutti i settori è prevista e garantita la libera adesione di tutti gli atleti residenti in Italia alle attività giovanili, nonché la modalità di partecipazione alla successiva attività assoluta'', dichiara la Federazione. 

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di Erika Noschese
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