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Il fondatore di emergency contro il governo italiano

Strada:"Se fossero americani sarebbero già liberi"


Strada:'Se fossero americani sarebbero già liberi'
15/04/2010, 17:04

ROMA - Comincia con una considerazione amaramente ironica riferita alla lettera inviata da Silvio Berlusconi ad Hamid Karzai lo sfogo che Gino Strada ha rilasciato ad Affariitaliani:"Io non lo so che cosa c'e' scritto nella lettera, se 'rilasciate immediatamente i nostri connazionali' oppure 'buon compleanno. Non ho proprio nessuna idea". Il fondatore di Emergency, preoccupato e seccato dal protrarsi del sequestro dei tre medici, attacca duramente il governo italiano accusandolo di incapacità diplomatica e scarsa volontà di risolvere in maniera rapida ed efficace la delicata questione:""Io sono soddisfatto - osserva infatti senza mezzi termini - semplicemente se questi vengono liberati. Punto. Tutto il resto non mi interessa. Visto che si tratta di una montatura che cerca di screditare il lavoro di Emergency che invece e' riconosciuto da tutti. E' una montatura che tra l'altro scredita in modo vergognoso l'Italia".
E proprio riguardo il discredito e la discriminazione subita dal nostro paese, Strada rincara la dose e tuona:"Fossero stati tre cittadini americani -prosegue- erano liberi in tre minuti. Fossero stati tre cittadini tedeschi, francesi, spagnoli o dei paesi scandinavi erano liberi in quattro minuti. Gli italiani invece si puo' lasciarli li' per giorni senza nemmeno vedere un avvocato - continua -. Il governo ha la responsabilita' di proteggere i propri connazionali, non c'e' dubbio. O non l'ha fatto o non gli e' stato consentito di farlo dagli afghani ma questa e' una ragione in piu' per far la voce grossa. Se la sicurezza afghana avesse arrestato tre americani - conclude - un quarto d'ora dopo ci sarebbero stati cento marines che sarebbero entrati e li avrebbero liberati. Punto. Questione risolta in mezz'ora".
Parole straripanti di rabbia, preoccupazione ed indignazione che fanno da cornice ad una situazione effettivamente ancora incomprensibile e per molti versi assurda. Dei tre volontari non si hanno ancora notizie precise, il Premier scrive a Karzai una lettera dal contenuto segreto, Frattini si arrampica rovinosamente su degli specchi che riflettono o incapacità o chissà cos'altro. La convinzione che i sequestrati abbiano visto qualcosa che non dovevano vedere si fa ogni giorno più forte; così come il sostegno che il web e non solo danno ad Emergency. Agli Afghani va ricordato che non importa quanto sia blanda l'azione del governo italiano e che, un'intero paese, adesso li guarda e li giudicherà.

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di Germano Milite
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