Cronaca / Sangue

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Strage Castelvolturno: il commando di Setola accusato di terrorismo


Strage Castelvolturno: il commando di Setola accusato di terrorismo
15/06/2009, 19:06

Il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giuseppe Setola (nella foto), Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e Davide Granato, ovvero l’uomo ritenuto capo dell’ala stragista del sodalizio dei Casalesi e quelli che sono stati identificati come esponenti di rilievo del clan e componenti del gruppo di fuoco. I quattro furono arrestati in circostanze diverse, accusati, tra l’altro, di associazione per delinquere di tipo camorristico, omicidi ed estorsioni. L’accusa per tutti di strage con l’aggravante di aver agito con finalità terroristica si riferisce sia al tentato omicidio di cinque nigeriani, avvenuto nell’agosto scorso a Castelvolturno, sia alla strage del successivo 18 settembre, quando un gruppo di uomini armati sparò in una sartoria gestita da immigrati del Ghana, uccidendo sei ghanesi e ferendone gravemente un settimo. In quella circostanza gli inquirenti ritengono che a guidare il commando sia stato proprio Giuseppe Setola, accompagnato dai suoi gregari di fiducia.
Era provato, scrivono gli inquirenti, che Setola avesse deciso di riconquistare il potere colpendo nel mucchio, sparando per diffondere il terrore, agendo con azioni indiscriminate verso le comunità di extracomunitari di colore per imporre il pagamento del ‘pizzo’ sul narcotraffico. Nel provvedimento si cita inoltre un precedente risalente al 18 agosto 2008, quando numerosi colpi di arma da fuoco vennero esplosi contro la sede dell’associazione nigeriana campana, dove erano riunite 14 persone, fra cui 4 bambini. Sei persone rimasero ferite, ma l’agguato fallì per un problema tecnico: i kalashnikov, le armi preferite dai commando per questo genere di azioni, si incepparono. ''La palese sproporzione - si legge - tra la causale palesata e le modalità esecutive prescelte per conseguire lo scopo (una duplice strage) si spiega agevolmente nel sentimento di discriminazione, fondato sulla diversità di razza, nutrito dagli assassini nei confronti della comunità vittimizzata, da strumentalizzare per i propri fini nella totale indifferenza rispetto al soggetto passivo''.

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di Nico Falco
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