Cronaca / Nera

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Strage del rapido 904: testimone ucciso, chiesti venti anni per Misso


Strage del rapido 904: testimone ucciso, chiesti venti anni per Misso
20/02/2009, 17:02

Venti anni di reclusione e' la richiesta di condanna nei confronti dell'ex boss della camorra Giuseppe Misso avanzata dal pm della Dda di Napoli Paolo Itri al processo per l'omicidio di Mario Ferraiuolo avvenuto il 15 maggio 2001. Il magistrato ha inoltre chiesto ai giudici della quinta sezione della Corte di Assise di condannare anche due dei presunti esecutori materiali, Ciro Di Marino e Maurizio Frenna (attualmente pentito) rispettivamente a 30 e 12 anni e sei mesi di reclusione. Misso, che da alcuni anni sta collaborando con la giustizia, e' indicato come mandante del delitto. Ferraiuolo, legato agli ambienti della camorra del rione Sanita', fu testimone di accusa al processo di Firenze per la strage del rapido 904 del 23 dicembre 1984: le sue dichiarazioni chiamarono in causa direttamente il gruppo dei ''napoletani'', in primo luogo Misso, che dopo una condanna all'ergastolo inflitta in primo grado fu poi definitivamente assolto dall'accusa di strage. Proprio all'eccidio sul treno di Natale, secondo la ricostruzione del pm Itri, e' collegata l'uccisione di Ferraiuolo. Secondo le ammissioni fatte dallo stesso Misso dopo la decisione di collaborare con la giustizia, il boss del rione Sanita' ordino' l'omicidio per punire Ferraiuolo delle false accuse che questi gli aveva mosso al processo di Firenze. Ma tale versione non viene ritenuta completamente attendibile dal pm della Dda di Napoli, secondo il quale Ferraiuolo non sarebbe stato ucciso per false accuse bensi' per aver detto la verita'.  Per il pm Itri Misso non e' meritevole della concessione delle attenuanti proprio per aver mentito sul vero movente del delitto. Per quale motivo, ha chiesto il pm, Misso continua a negare le proprie responsabilita' circa il suo ruolo nella strage di Natale anche se non rischierebbe nulla sotto il profilo penale essendo stato assolto con sentenza definitiva? Perche', ad avviso del magistrato, esistono delle ragioni ''inconfessabili'': Misso, ammettendo il proprio ruolo, dovrebbe ammettere anche i suoi rapporti con Pippo Calo' e la componente stragista della mafia corleonese, e svelare i nomi dei mandanti. ''Si puo' allora capire perche' Misso mente su questa vicenda'', ha commentato Itri. Il pm ha sottolineato inoltre che non si puo' dare alcun credito alla versione di Misso il quale, a proposito del suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla strage, accuso' genericamente boss rivali e i servizi segreti.

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di Redazione
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