Cronaca / Giudiziaria

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Il personaggio di spicco è Salvatore Mario Madonia

Strage di Capaci: ecco chi sono i nuovi accusati


Strage di Capaci: ecco chi sono i nuovi accusati
16/04/2013, 22:01

PALERMO - Dei nuovi accusati della strage di Capaci il personaggio di maggiore spessore criminale è Salvatore Mario Madonia conosciuto come «Salvuccio», esponente di una storica famiglia di mafia. Madonia, 57 anni, è stato il reggente della cosca di Resuttana-Colli. Condannato per vari omicidi, tra cui quello di Libero Grassi, l'imprenditore che sfidò il racket del pizzo, è anche accusato della strage di via D'Amelio. Nella fase più cruenta della guerra di mafia la sua famiglia si schierò con i corleonesi. E per questo si è ritagliato uno spazio di rilievo nella gerarchia di Cosa nostra tanto che ha partecipato a tutte le riunioni in cui furono definiti i passaggi cruciali della strategia stragista voluta da Totò Riina. Poi c'è Giuseppe Barranca detto «Ghiaccio»: è descritto come un killer professionista, presente con ruoli operativi sulla scena di tutte le stragi. Uomo d'onore della famiglia di Brancaccio, 57 anni, è accusato di avere partecipato con Cosimo Lo Nigro e Francesco Giuliano a tutti i sopralluoghi per le stragi di Roma, Firenze e Milano. In precedenza era stato indagato e poi prosciolto anche per gli omicidi del commissario Beppe Montana, del vice questore Ninni Cassarà e dell'agente Roberto Antiochia. Cristofaro Cannella soprannominato «Fifetto», 52 anni, è un altro sicario della cosca di Brancaccio. Tra i vari omicidi per i quali è stato condannato all'ergastolo c'è anche il rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, poi strangolato e sciolto nell'acido. Cosimo Lo Nigro, 45 anni, detto «Cavaddu» o «Bingo» è stato condannato per diversi omicidi, per le stragi del 1993 e per l'attentato al pentito Totuccio Contorno nel 1994. Giorgio Pizzo, 51 anni, conosciuto come «Topino» è stato condannato per la strage di Firenze mentre Vittorio Tutino, 47 anni, è stato accusato da Spatuzza di avere partecipato alla fase operativa della strage di via D'Amelio. Lorenzo Tinnirello, 53 anni, detto «Renzo u Turchiseddu» era stato già indicato dal falso pentito Vincenzo Scarantino come colui che aveva portato in via D'Amelio la Fiat 126 imbottita di tritolo. Cosimo D'Amato, 58 anni, è infine il pescatore che ha recuperato in mare i residuati bellici poi usati per confezionare le bombe di Capaci e di Firenze. Fino a qualche mese fa era un perfetto sconosciuto: solo una denuncia per avere dato false attestazioni sulla propria identità.

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di Valerio Esca
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