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La difesa:"Si ripari subito ad un grosso errore giudiziario"

Strage di Erba: "Olindo e Rosa sono due ingenuotti"


Strage di Erba: 'Olindo e Rosa sono due ingenuotti'
24/03/2010, 18:03

MILANO - Il processo d'appello per il processo collegato alla tristemente nota strage di Erba si apre con un'appassionata arringa della difesa. Fabio Schembri, legale di Olindo Romano, descrive infatti i due coniugi come "ingenuotti dipinti come lupi" e, rivolgendosi ai giudici della Corte d'appello, li esorta ad "essere coraggiosi" dato che "non dovete temere nulla, non dovete farvi condizionare dalla pubblica opinione" e che "siete ancora in tempo per porre fine a un errore giudiziario". La linea della difesa, dunque, è quella che porta all'assoluzione ""con o senza rinnovazione del dibattimento".
Schembri ha poi fatto osservare ai magistrati che "prima di dare un ergastolo il minimo che si possa fare e' sentire i familiari di Azouz Marzouk (marito e padre di due delle vittime, ndr) i quali, secondo quanto raccontato da lui stesso nell'ultima udienza di primo grado, gli avevano raccontato di essere stati avvicinati da una persona che escludeva la responsabilita' di Olindo e Rosa".
Dall'avvocato sono poi state illustrate anche diverse piste che potrebbero condurre gli inquirenti ad individuare, in maniera clamorosa, colpevoli diversi da quelli attualmente riconosciuti. La prima possibilità è quella che, la strage, sia stata compiuta da "da gente di grosso spessore della criminalita' organizzatache" (pare infatti che Azouz avesse ricevuto diverse minacce durante il suo periodo di detenzione). La seconda strada da battere potrebbe essere quella che conduce a Pietro Castagna:"La madre di Azouz - ha fatto osservare il legale - in un'intercettazione telefonica dice di essere convinta che l'autore della strage sia stato il fratello di Raffaella" .
Schembri riconosce così i particolari più importanti dell'inchiesta, focalizzando l'attenzione sulla confessione che Olindo "confezionò" ai pm. Per la difesa, infatti, si tratta si  "una confessione raccontatata come una favola, come una partita di calcio, dove non sa chi e' il marcatore, perche' non l'ha vista e non glie l'hanno raccontata, ma lui l'ha inventa". I 243 errori riscontrati nelle dichirazioni dell'ex netturbino, dimostrerebbero dunque la sua estraneità all'accaduto; insieme, ovviamente, al racconto non concordante della moglie Rosa Bazzi ed ai rilievi scientifici che parrebbero non confermare la "storia" presentata dal sig. Romano. Una storia-confessione che, concluse Schembri, non è altro che una confusa sequenza di imprecisioni dettate da "pressioni" subite dai coniugi affinchè si dichiarassero colpevoli. In tal caso, più che "ingenuotti", dovrebbero probabilmente essere definiti incapaci di intendere e di volere.

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di Germano Milite
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