Cronaca / Nera

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Il pluripregiudicato era esponente di spicco del clan Sarno

Strage di Ponticelli: catturato il latitante Pacifico Esposito

Catturato in un nascondiglio di una palazzina a Casalnuovo

Strage di Ponticelli: catturato il latitante Pacifico Esposito
31/05/2012, 09:05

Nella tarda mattinata di ieri, personale della questa Squadra Mobile, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale D.D.A. ha individuato e catturato il latitante ESPOSITO Pacifico nato a Napoli il 29/04/1962 ed ivi residente al rione De Gasperi nel quartiere “Ponticelli”, pluripregiudicato, esponente di spicco del clan “Sarno”.

Il ricercato si nascondeva all’interno della palazzina in cui risiedono i familiari della moglie a Casalnuovo in via Michelangelo n.19.

In particolare, l’ESPOSITO è stato bloccato mentre tentava di trovare riparo in una intercapedine ricavata all’interno del camino dell’appartamento all’ultimo piano.

Il latitante era ricercato in quanto colpito da due ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli su richiesta della D.D.A. poiché accusato di essere responsabile della strage di Ponticelli, avvenuta nel novembre 1989, e dell’omicidio di Roffo Vincenzo, detto “Pandemonio”.

Ritenendo che l’Esposito potesse aver trovato rifugio per la sua latitanza presso la famiglia della moglie, ieri mattina è stata effettuata una irruzione all’interno dello stabile suindicato; grazie alla rapidità con cui l’intervento è stato eseguito il ricercato è stato bloccato proprio mentre stava richiudendo dietro di sè il pannello scorrevole che nascondeva l’intercapedine.

ESPOSITO Pacifico, l’ultimo degli esponenti del clan “Sarno” ancora in libertà, si era reso irreperibile da oltre un anno; da qualche mese è in corso di celebrazione presso la Corte d’Appello di Napoli il processo per la strage di Ponticelli, nel quale il predetto è imputato unitamente ad alcuni dei suoi fratelli e di altri affiliati al clan, molti dei quali collaboratori di giustizia. 

LA STRAGE -  E’ sabato, 11 novembre 1989., sono circa le 18,30 ed a Ponticelli, quartiere di una periferia povera, molte persone affollano le strade adiacenti la gelateria «Sayonara» ed il limitrofo bar «Luisa». Gente normale, che si gode la piacevolezza del clima e si concede un modesto svago. Nei giardinetti di fronte giocano i bambini. «Ma la morte, sotto le sembianze di killer ebbri di droga e assetati di sangue - scrive la gip - è in agguato. I sicari irrompono, armati di armi lunghe e corte. Cercano il figlio del proprietario della gelateria, cercano i suoi amici che si ritrovano abitualmente nel locale e nel bar vicino. Li cercano per ucciderli, senza pietà e mettendo in conto il sacrificio di altre vite».

Sparano all’impazzata, decine e decine di colpi, alla cieca, in una sarabanda tragica di violenza sterminatrice. Quindi si allontanano, lasciandosi dietro cinque cadaveri ed un corpo agonizzante. Quattro certamente estranei a qualsivoglia coinvolgimento in storie di criminalità. «Quattro vittime “innocenti” immolate sull’altare di un onnivoro e spregiudicato disegno di affermazione», annota sconsolata la gip Terzi.

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di Redazione
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