Cronaca / Sangue

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Camorra. Blitz a Ponticelli, risolto caso di 21 anni fa

Strage di Ponticelli, in arresto 13 persone tra mandanti ed esecutori

La mattanza costò la vita a 6 persone, compresi 4 innocenti

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Strage di Ponticelli, in arresto 13 persone tra mandanti ed esecutori
25/01/2011, 07:01

NAPOLI – Il 12 novembre 1989 a Napoli un gruppo armato aprì il fuoco tra la folla, uccidendo 6 persone, compresi 4 innocenti, e ferendo 3 persone, tra le quali una bambina. Questa notte, a distanza di 21 anni, i carabinieri hanno stretto le manette ai polsi di quelli che sono considerati i mandanti e gli esecutori della mattanza, facendo luce sul movente. La strage, avvenuta davanti al bar Sayonara di Ponticelli, si inquadra nella faida che vedeva contrapposti i clan Sarno ed Aprea e quello degli Andreotti, questi ultimi intenzionati a mettere le mani sugli affari illeciti della zona.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno portato al blitz scattato a Ponticelli poco dopo le 5 di questa mattina. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla magistratura, hanno tratto in arresto 13 persone, ritenute a vario titolo responsabili di strage pluriaggravata. I fermati risultano affiliati ai clan camorristici dei Sarno e degli Aprea, attivi nella zona orientale di Napoli ed in vaste aree della provincia.

Le prime rivelazioni sulla strage di Ponticelli arrivarono nell’aprile scorso, dopo il pentimento dei fratelli Sarno. Successivamente, anche il collaboratore di giustizia Giuseppe Manco svelò i retroscena dell’eccidio. All’epoca le pressioni delle forze dell’ordine non ebbero esito, la verità celata dietro la “Strage di San Martino” sembrava inarrivabile. Fu subito chiaro che l’obiettivo del raid, messo in atto con modalità terroristiche, erano alcuni pregiudicati legati al boss Andreotti, detto ‘o Cappotto, ma sui mandanti nessuna chiarezza. La faida, all’epoca in corso, aveva fatto nascere grossi sospetti sui fratelli Sarno, che insieme agli alleati degli Aprea erano in guerra con gli Andreotti, ma non si arrivò a nessun elemento per incastrarli. Andrea Andreotti, 39 anni all’epoca, aveva deciso di scalzare i Sarno, che in quella zona avevano ereditato il potere di Raffaele Cutolo. Il gruppo di fuoco, sparando all’impazzata con armi automatiche, uccise quattro clienti seduti ad un tavolino del bar Sayonara: Gaetano De Cicco di 38 anni, Salvatore Benaglia di 53, Domenico Guarracino di 45 e Gaetano Di Nocera di 56. Uccisi anche i veri obiettivi del raid, Antonio Borrelli e Vincenzo Meo (deceduto un paio di giorni dopo in ospedale), considerati molto vicini ad Andreotti.

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di Nico Falco
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