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La figlia di una vittima: "Erano schiavi". Dieci indagati

Strage sul lavoro a Capua, Napolitano: Troppe negligenze


Strage sul lavoro a Capua, Napolitano: Troppe negligenze
12/09/2010, 13:09

CAPUA - È l’ora della rabbia e delle polemiche dopo la morte dei tre operai di Capua deceduti ieri alla Dsm mentre erano in servizio all’interno di una cisterna. "Li comandavate come schiavi. E' da ieri che siamo qui e nessuno si è degnato di dire ci dispiace": sono le urla della figlia del 52enne Giuseppe Cecere, uno dei tre dipendenti. La donna è presente, all'interno dell'azienda, a un'assemblea convocata proprio in seguito alla morte dei tre operai. E un ex dipendente accusa: “I lavoratori delle ditte esterne qui sono considerati di serie B".I dipendenti dell'azienda non hanno alcuna voglia di parlare. Se a qualcuno si prova a chiedere se all'interno della Dsm siano rispettate le norme relative alla sicurezza, quasi tutti rispondono con il silenzio. "Non vogliamo parlare", la prima risposta. Poi qualcuno aggiunge anche: "ci hanno detto di non parlare". Davanti ai cancelli dell'azienda del Casertano si è però presentato anche un ex dipendente, che alla Dsm ha lavorato per 40 anni. Giuseppe D'Este lo dice chiaro e tondo: "I lavoratori delle ditte esterne qui sono considerati di serie B, un po' come una merce". Ma c'è anche chi, tra i dipendenti ci tiene a precisare: "Qui la sicurezza è il fiore all'occhiello, quanto è successo è stato solo un brutto incidente".
Davanti all'azienda sono riuniti gli altri parenti dei tre operai morti. "Devono parlare i testimoni", dice la cognata di Cecere: l'uomo era proprio di Capua, e la sua abitazione si trova esattamente di fronte allo stabilimento dove è morto. La cognata aggiunge, tra le urla disperate, che "i testimoni devono far giustizia, ci devono dire come sono andate le cose''. E poi un ricordo che rende ancora più tragico l'incidente: "Giuseppe, lì dentro, aveva tanta paura di morire". Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “in una giornata funestata da più infortuni sul lavoro, a Pistoia e a Capua”, ha espresso “commossa partecipazione al dolore delle famiglie e delle comunità colpite”, raccogliendo  “la diffusa indignazione per il ripetersi di incidenti mortali causati da gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori in operazioni di manutenzione nei silos simili a quelle che già più volte in precedenza hanno cagionato vittime”. Il Capo dello Stato confida “nella rapidità e nel rigore degli accertamenti da compiere e nella definizione delle normative di garanzia da adottare e far rispettare”.
DIECI GLI ISCRITTI NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI - Saranno almeno in 10 ad essere iscritti sul registro degli indagati per la morte dei 3 operai nello stabilimento Dsm a Capua. Si tratta di responsabili e rappresentanti delle 4 ditte coinvolte nell'incidente: la Dsm, la Errichiello di Afragola, la Rivoira che si occupa della gestione dei gas liberi e un'altra che avrebbe dovuto effettuare la bonifica della cisterna. Per la Procura di S.Maria Capua Vetere l'ingresso doveva essere vietato, ma ai 3 era stata data l'autorizzazione.

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di Davide Gambardella
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