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UN COMMENTO SU FACEBOOK GELA L'ITALIA

Strage sull'A16, adesso bisogna capire

UNA RAGAZZA SI SALVA PERCHÉ DECIDE DI NON ANDARE IN GITA

Strage sull'A16, adesso bisogna capire
30/07/2013, 08:31


AGGIORNAMENTO DELLE 21.02 - 
"Precipita pullman vicino Avellino: 40 morti tra cui nessun italiano'': è il commento razzista pubblicato su Facebook dal gruppo "Average Italian Guy". Il post sta facendo il giro del web scatenando tra gli internauti sconcerto e disappunto. "Lo straziante e composto dolore delle famiglie delle vittime - dice il responsabile campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - devono essere di esempio: la frase di Average Italian Guy è idiota oltre che priva di umanità e rispetto".

AGGIORNAMENTO DELLE 20.24 - 
Doveva andare anche lei a quella gita finita tragicamente in fondo a un dirupo. Ma la decisione di andare alla festa di compleanno di alcuni amici le ha evitato di essere sull'autobus della morte, insieme alla famiglia. E' una storia toccante quella di Susy, 19 anni, che in fondo a quella scarpata ha perso il papà Mario, lavoratore socialmente utile presso la scuola 'Virgilio' di Pozzuoli e sindacalista, la mamma, Maria Rosaria e gli zii, Giovanni ed Antonietta. Nel pullman che ha terminato la sua folle corsa in fondo a un viadotto di Monteforte Irpino, c'era anche la famiglia della sorella maggiore sposata, Annalisa, al completo, con il marito e i due figlioletti, tutti rimasti seriamente feriti e ancora in ospedale. Accanto alle bare, a piangere i genitori e gli zii, era da sola. Nonostante le insistenze del padre, che amava concedersi qualche giorno di pausa portando sempre con sé la famiglia - e la presenza dell'intero nucleo familiare della figlia maggiore lo sta ad avvalorare - la diciannovenne questa volta aveva detto no! Si era imposta. La seconda figlia di Mario e Maria Rosaria, questa volta, non ha voluto cedere assolutamente alle pressioni del padre. In casa non era mancata la battaglia dialettica. Al fine settimana nel Sannio la giovane preferiva il mare e la festa organizzata da tempo in ogni suo particolare con gli amici. Quel 'no' le ha impedito di vivere una tragedia e, forse, le ha salvato la vita. "Il papà - raccontano Enzo ed Angelo, due amici molto legati a Mario - non voleva cedere. Era preoccupato, perché lui era alla vecchia maniera e voleva i figli sempre accanto a sé. Gli aveva addirittura promesso una festa di compleanno più bella. Lei no! Poi le insistenze delle amiche e le famiglie del vicinato che si erano offerte di seguire Susy nei giorni di assenza, lo avevano fatto desistere!". Lui, Mario, era una persona compita sul lavoro e nel movimento sindacale. Raccontano ancora: "Quel venerdì della partenza, nel pomeriggio c'era una riunione sindacale degli Lsu e lui si era rammaricato tanto perché organizzata a stretto giro. Non poteva liberarsi. Senza di lui la famiglia avrebbe rinunciato al week end tanto atteso. Così pregò un amico di rappresentarlo e poi si era tenuto in contatto telefonico per farsi mettere al corrente di tutto. Lunedì scorso, al rientro, aveva concordato via telefono con gli amici le iniziative da intraprendere per salvaguardare gli Lsu precari nella scuola!". Accanto a questa c'è la storia di Gennaro, altro Lsu, nel tempo libero imbianchino, morto nel salto dal viadotto, ma che con gesto da eroe è riuscito salvare la moglie. Gli ha fatto da scudo. Lo ha riferito la moglie dal letto dell'ospedale ove si trova ancora ricoverata alle amiche che le hanno fatto visita. "Se io sono qui - hanno poi riportato Lucia ed Eugenia - è tutto per il coraggio e il bene che mi voleva Gennaro. Ha capito che quel salto ci portava alla morte. Mi ha protetto. Non so come abbia fatto. Io ho perso conoscenza. Solo quando mi sono ritrovata in questo letto ho capito ciò cosa voleva dire: Qui si muore!". 

AGGIORNAMENTO DELLE 18.51 - 
''Lasciate tutti qui i miei giochi, devo conservarli. Quando esco dall'ospedale i miei amici sicuramente vorranno organizzarmi una festa e voglio tenerli per loro''. Il ritorno alla normalità per i bimbi ricoverati nell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli passa anche da qui, da piccoli gesti, da piccoli oggetti che parlano di una quotidianità di bambino bruscamente stroncata nell'incidente della notte scorsa ad Avellino. Arianna si alza dal letto e sorride. Ha solo 10 anni, ma continua a commuovere e sorprendere tutti per un'inaspettata forza d'animo che nemmeno tanti adulti hanno saputo trovare in queste ore. Dopo il tremendo volo di trenta metri e ''la sensazione di vuoto come sulle giostre'' ha trovato addirittura la forza di avvisare dell'accaduto con il telefonino mentre era ancora in quella scarpata. E oggi, a poche ore dal terribile schianto, pensa già a quando lascerà la stanza di ospedale. ''Li voglio tutti qui, tutti sul mio letto'' dice riferendosi ai giocattoli ricevuti in dono dal Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora, che oggi al Santobono ha lungamente chiacchierato con i bambini e i familiari coinvolti nell'incidente. ''Servono per la mia festa'' dice sorridendo. Un modo commuovente e ingenuo di ritornare alla normalità, di ricostruire, anche su un letto di ospedale, un angolo di casa. Una realtà che al momento sembra essere più triste per un altro piccolo paziente del Santobono. Ha infatti la sorellina a solo qualche reparto di distanza, nella Terapia intensiva, in condizioni molto gravi. Stessa situazione per il padre, ricoverato al Cardarelli. Per i nonni e gli zii, invece, il destino è stato meno clemente. Lui, ignaro di quanto accaduto, dal suo lettino prova a sorridere. Un sorriso tutto occhi su un visino costretto tra bende e fasciature per via di una frattura alla mandibola. Sempre in Terapia intensiva e sempre in prognosi riservata è anche un altro bambino rimasto ferito nel volo del bus: per lui, dicono i medici, la situazione sembra essere meno grave. Dorme invece di un sonno apparentemente sereno un'altra bambina ferita. Il suo viso è gonfio ed è tra quelli più sfigurati dall'incidente. Sara' operata, anche ad una gamba, il suo volto, assicurano i medici, tornerà senza segni. Bello e sorridente com'era prima. Ma forse segnato dall'ombra di una tragedia che ha per sempre spezzato la sua ingenuità di bambina. 

AGGIORNAMENTO DELLE 18.48 - 
Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, subito dopo i funerali delle vittime dell' autostrada Napoli-Bari, celebrati nel palazzetto dello sport di Monterusciello, ha reso visita ai bambini ricoverati presso l'ospedale pediatrico napoletano "Santobono". Figliolia, accompagnato dal direttore sanitario del nosocomio, si è fermato al capezzale dei cinque piccoli, informandosi sullo stato di salute di ciascuno e intrattenendosi con i parenti. Toccanti gli incontri con la piccola Arianna che chiede della mamma, morta nell'incidente e con Cristofaro, 10 anni, i cui genitori sono feriti, ma in un altro ospedale: la mamma Annalisa è fuori pericolo, mentre il papà è al Cardarelli in terapia intensiva. Il piccolo, seppure fuori pericolo e in condizioni meno gravi che altri, è quello che desta, però, maggiori preoccupazioni per i sanitari. Risponde poco alle sollecitazioni ed è rimasto molto scosso dall'incidente e dalle scene successive che ha vissuto. Il sindaco è stato informato che è già attivo un apposito team di psicologi per seguire in ospedale il piccolo e successivamente sarà programmato un percorso per recuperarlo in maniera completa.

AGGIORNAMENTO DELLE 17.17 - 
Il nome completo è New Jersey da bordo ponte con mancorrente classe B3. Si tratta del guardrail presente sul viadotto della A16 da cui è precipitato il pullman in Irpinia. ''E' una delle barriere più sicure, della massima classe di resistenza nell'epoca in cui è stata progettata (1988)''. A parlare è l'ingegner Gabriele Camomilla, consulente Anas che ha sottoposto la barriera al crash test nella pista prove di Anagni. Quel New Jersey, ricorda Camomilla, che ha progettato 28 tipi di barriere di sicurezza stradale, "è stato costruito sulla scia di una circolare del 1987 dell'allora ministro Zamberletti che indicava quali dovevano essere le caratteristiche delle barriere. Nella pista di Anagni ne abbiamo provate una cinquantina e quella è risultata la più sicura. Sono quindi state montate prima su tutti i ponti della zona di Genova e poi sulla Napoli-Canosa negli anni '90. In Europa - sostiene - non ce ne sono di così sicure". Allora come mai ha ceduto all'impatto con il bus in Irpinia? La legge, replica l'esperto, ''dice che la barriera deve proteggere per quanto possibile dagli urti, ma non si può pensare che blocchi tutto. In particolare - spiega - è un prodotto che resiste a 38 tonnellate di urto, ad una velocità di 65 chilometri ed un'angolazione di 20 gradi''. Crescendo questi elementi diminuisce la resistenza del New Jersey. E, sottolinea l'ingegnere, "è giusto che sia così, altrimenti il rischio è che con una barriera troppo rigida l'impatto faccia cadere il ponte. Inoltre - aggiunge - ciò sarebbe pericoloso per le auto più piccole che dovessero scontrarsi col guardrail. Mentre ora, se l'impatto avviene con un angolo contenuto, nel 90% dei casi l'automobile viene rinviata senza danni sulla carreggiata". Camomilla cita poi a sostegno della sua posizione i dati sugli incidenti della A16. In quella autostrada, rileva, ''c'è la maggior diffusione delle barriere classe B3 ed il tasso d'incidentalità più basso della rete autostradale. Significa che funzionano''.

AGGIORNAMENTO DELLE 17.15 - 
Sulla bara di Giovanni Conte hanno messo una sciarpa del Napoli, ''perche' lui era un gran tifoso''. Mentre su quella di Teresa, 32 anni, c'era una sua foto in abito da sera. Qualcuno sulla tomba di Luciano Caiazzo ha invece messo questo bigliettino, ''una persona speciale, un amico sincero'', mentre i nipoti di Maria Elisa Russo le hanno regalato un cuore di orchidee, ''un cuore di gioia per la nostra zia''. Vite in fila, quella di oggi nel Palazzetto dello Sport di Monterusciello, Pozzuoli. Vite uccise da un bus precipitato da un viadotto, a Monteforte Irpino (Avellino) e oggi racchiuse in bare. Una strage di fronte alla quale è stato forte il monito del vescovo di Pozzuoli, Gennaro Pascarella: ''Che questi incidenti non si verifichino mai piu'''. Quelle bare, i padri, le mamme, i figli, gli amici, le hanno accarezzate e baciate per ore e ore. Si sono seduti a terra, accanto ai loro cari. Hanno pianto, hanno urlato, sono rimasti in silenzio. ''No, non è possibile'', ripetevano in tanti. Eppure possibile lo è stato. Commosso, poco distante da quelle bare, il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Accanto a lui il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, che da ieri, i suoi concittadini morti, non li ha 'lasciati' per un secondo. E poi, hanno voluto prendere ai funerali anche i ministri Andrea Orlando e Nunzia De Girolamo, il governatore della Campania, Stefano Caldoro, il sindaco di Monteforte Irpino, Antonio De Stefano, il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, tra gli altri. ''Di fronte ad una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane, forte è lo sconcerto, è difficile parlare. Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore'', ha esordito il vescovo nella sua omelia. ''Siamo qui questa mattina per condividere la sofferenza di tanti nostri fratelli e sorelle che improvvisamente si sono ritrovati senza padre o senza madre, senza marito o senza moglie, senza un figlio o una figlia, senza un fratello o una sorella - ha aggiunto - La morte è come un taglio sul crudo della propria carne, provoca un dolore indicibile. Vogliamo aiutarli a portare questa dura croce con la nostra solidarietà''. Da qui l'appello: ''Vogliamo essere solidali non solo ora, ma continuare ad esserlo anche quando i riflettori si spengono su questa tragedia devastante. Istituzioni civili e religiose non lasciamo soli questi nostri fratelli, soprattutto quelli che si sono ritrovati senza più sostegni anche economici!''. Poi, l'affondo o meglio la speranza: ''Ai magistrati spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano, per quanto è umanamente possibile, che si verifichino altri incidenti, a tutti noi spetta essere solidali. La prima solidarietà è il rispetto delle regole''. Non c'erano tutte e 38 le bare, oggi. I parenti di Elisabetta Iuliano, ad esempio, hanno preferito funerali privati facendo portare via la bara di mattino presto verso Giugliano, dove la donna viveva. Quel che è certo è che le coppie sono tornate tali, almeno oggi al Palazzetto dello Sport. E così Barbara Illiano era vicina ad Alfonso Terracciano, Vincenza Trincone era vicina a Biagio Vallefuoco, ad esempio. E sulle bare c'erano le foto di loro due, insieme. Silvana Del Giudice, invece, nella bara ricoperta di palloncini bianchi, era vicina al suo papà Antonio. Famiglie di nuovo insieme, dunque, almeno oggi. E quando i funerali sono finiti le urla e lo strazio hanno riempito l'intero Palazzetto di Pozzuoli. Qualcuno si è aggrappato a quelle bare. Qualcuno altro e' svenuto. ''Non doveva finire così mamma mia bella'', ha ripetuto per tutto il tempo Anna''. Già non doveva andare così per nessuno.

AGGIORNAMENTO DELLE 17.13 - 
''Lo Stato deve assicurare alle famiglie delle vittime presenza, vicinanza, sostegno morale e un supporto concreto''. É l'auspicio di Michela Rostan, deputato del Partito Democratico. ''Quello di adesso - dice - è il momento del cordoglio, dello sgomento e del ricordo. Verrà, però, molto presto, anche il momento della verifica, dell'accertamento e della ricerca delle responsabilità''. ''Non è possibile che quanto accaduto venga liquidato come una tragedia frutto di una tragica casualità. E' necessario, senza con ciò voler alimentare una inutile caccia alle streghe, che la magistratura appuri in tempi celeri le cause di questo drammatico incidente e le conseguenti ed eventuali responsabilità alla base dello stesso''. ''Laddove ve ne fossero - prosegue Rostan - le stesse dovranno essere opportunamente individuate ed al tempo stesso sanzionate. Sarà indispensabile, a mio avviso, valutare con estremo rigore le condizioni fisiche dell'autista morto nello schianto e le condizioni tecniche dell'autocorriera al momento dell'impatto, il corretto segnalamento dei cantieri autostradali e le condizioni tecniche di montaggio della barriera di protezione che è stata abbattuta dall'autobus. Una simile tragedia non dovrà in alcun modo ripetersi''. ''Sono vicina alle famiglie delle vittime - conclude l'onorevole - molte delle quali mie conterranee, a cui lo Stato dovrà assicurare sin da subito presenza, vicinanza, sostegno morale e supporto concreto, in questo momento difficilissimo''

AGGIORNAMENTO DELLE 16.03 - 
"È un momento drammatico per le famiglie delle vittime e per tutta la comunità di Pozzuoli". E' quanto sottolinea, in una nota, il capogruppo di Scelta Civica alla Provincia di Napoli, Tommaso Scotto di Minico, eletto nel collegio di Pozzuoli dove svolge la professione di medico. Scotto di Minico ha preso parte, stamani ad Avellino, ai funerali delle vittime del tragico incidente stradale di Monteforte Irpino. "Un ringraziamento - ha detto ancora Scotto di Minico - al Comune di Monteforte Irpino: la comunità puteolana accolta con grande umanità". "Ora viene la fase più dura, - ha continuato Scotto di Minico - quella in cui ci si rende veramente conto della perdita subìta. Ed è questo il momento in cui tutti, a cominciare dalle istituzioni, dobbiamo far sentire maggiormente la nostra vicinanza". "Molti dei caduti erano miei assistiti - ha precisato - così come i loro familiari: gente fiera e perbene che sta vivendo una situazione drammatica, come testimoniano le tante chiamate di soccorso ed aiuto, magari anche solo morale, che io ed i miei colleghi stiamo ricevendo. Dobbiamo stringerci tutti, uniti ce la faremo ad uscire da questa sciagura". "Un ringraziamento - ha concluso il capogruppo - tengo però a rivolgere al Comune ed ai cittadini di Monteforte Irpino: hanno accolto la comunità puteolana provata dall'immane tragedia con grande umanità". 

AGGIORNAMENTO DELLE 16.01 - 
Appello del Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora: "aiutate chi soffre, andate negli ospedali a donare il sangue". Il Garante, cogliendo l'occasione della sua visita ai bambini ricoverati nell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli rimasti coinvolti nell'incidente di Avellino, ha lanciato l'appello per le donazioni di sangue che, in particolare in estate, diminuiscono considerevolmente. "Il Santobono - dice Spadafora - è un'eccellenza della Campania e di tutto il Paese, dobbiamo tutti contribuire a sostenerlo e un modo concreto per farlo è andare a donare il sangue per i piccoli pazienti ricoverati. Spero che i cittadini napoletani accolgano questo appello e spero che facciano la stessa cosa anche altri cittadini con gli altri ospedali della Campania e del resto del Paese. Donare il sangue è un atto di solidarietà importante per aiutare i più deboli e chi soffre". Dalla direzione sanitaria del Santobono fanno sapere che i giorni utili per le donazioni di sangue sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 8 alle 10,45 e che è possibile chiedere informazioni allo 081.22.06.968.

AGGIORNAMENTO DELLE 15.37 - 
"I bambini sono seguiti in maniera eccezionale, questo è un punto d'eccellenza, ma devo sottolineare anche la carenza di mezzi e il personale sottodimensionato. Chiederò un incontro urgente al Governo e al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, affinché venga affrontata con urgenza la questione". A dirlo è il Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora, oggi in visita ai bambini ricoverati nell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli rimasti coinvolti nel tragico incidente di Avellino. "Ci sono gravi carenze di personale - dice Spadafora - ci sono posti vacanti e mancano del tutto figure professionali indispensabili in un presidio come questo. Questo è inaccettabile in un presidio che è un punto di riferimento per tutta la regione. Ho incontrato - prosegue - professionalità che ci vengono invidiate in tutto il Paese, ma che lavorano come precari, che scelgono di restare sul territorio compiendo un sacrificio importante rinunciando anche a posizioni lavorative ed economiche migliori. Il nostro compito - aggiunge - è quello di prevenire. E' importante ragionare su questi aspetti ora che l'attenzione mediatica è alta e in un momento in cui le cose stanno procedendo per il verso giusto. Per questo porterò la questione all'attenzione di Governo e Regione".

AGGIORNAMENTO DELLE 13.39 - 
Profondo cordoglio per le vittime della tragedia di Monterforte Irpino giunge dal presidente dell' VIII Municipalità di Napoli Angelo Pisani che ha presenziato questa mattina ai funerali. “Il dolore e la costernazione per sciagure di questa portata siano l’arma contro la negligenza ed il pressapochismo, le vere cause di tragedie come quella avvenuta sull’A16”. Poi il presidente Pisani che tra le altre cose è leader nazionale di ‘Noi Consumatori’, ha continuato ribadendo la sua vicinanza alle famiglie colte da questo straziante lutto. Pisani ha poi concluso rivolgendosi alla procura di Avellino: “Il lavoro certosino del procuratore Cantelmo e delle forze dell’ordine farà presto luce su questa vicenda assurda figlia soprattutto della negligenza. E’, e resta inspiegabile morire così”.

AGGIORNAMENTO DELLE 13.31 - 
Sono sempre gravi le condizioni del 54enne di Pozzuoli (Napoli) ricoverato nel reparto di rianimazione del 'Ruggi d'Aragona' di Salerno. L'uomo, che nel grave incidente ha perso la moglie, era stato sottoposto all'asportazione della milza nell'ospedale di Nola e successivamente trasferito nel nosocomio salernitano per le gravi ferite riportate, tra cui lo schiacciamento di due vertebre cervicali, e un politrauma al torace ed in altre parti del corpo. La prognosi resta riservata.

AGGIORNAMENTO DELLE 13.19 - 
''E' stata una cerimonia religiosa toccante, oggi la Campania e l'Italia tutta si sono strette intorno alle famiglie delle vittime ed all'intera città di Pozzuoli che piangeva i suoi morti per il tragico incidente di Monteforte Irpino''. Così Luciano Schifone, consigliere regionale del Pdl e presidente del Tavolo regionale del partenariato, presente a Pozzuoli ai funerali delle vittime dell'incidente stradale avvenuto domenica sera in Irpinia. ''A questa comunità colpita da un immane dolore - aggiunge Schifone - va la mia solidarietà e vicinanza da cittadino napoletano e da rappresentate delle istituzioni. Rivolgo inoltre il più sentito augurio ai feriti, nella speranza che possano venire fuori al più presto e senza gravi conseguenze da questa assurda tragedia. In attesa di conoscere le cause e la dinamica di questa assurda 'strage' invito le istituzioni tutte e la politica ad interrogarsi e riflettere sulla necessità di rivedere gli standard di sicurezza delle nostre strade ed autostrade per evitare nuovi ed ingiustificabili bollettini di guerra. Evitiamo altre tragedie e dolori per il Paese''.

AGGIORNAMENTO DELLE 13.16 - 
Anche l'amministrazione comunale di Napoli ha preso parte ai funerali delle 38 vittime della tragedia di Monteforte Irpino (Avellino). Rappresentata dal vicesindaco Tommaso Sodano, l'amministrazione comunale era presente il proprio gonfalone listato a lutto.

AGGIORNAMENTO DELLE 13.01 - 
Restano estremamente gravi, ma stazionarie le condizioni di Gennaro Schiano, l'uomo di 41 anni coinvolto nell'incidente di Monteforte Irpino (Avellino) e ricoverato nella terapia intensiva del Cardarelli di Napoli. A renderlo noto è la direzione sanitaria dell'ospedale. Le condizioni dell'uomo, che ha la moglie ricoverata al Moscati di Avellino e i due figlioletti al Santobono di Napoli,di cui una molto grave, sono apparse fin da subito critiche. ''L'uomo - dicono dalla direzione sanitaria - ha riportato pluritraumi, diverse lesioni interne e diverse fratture e le condizioni restano stazionarie, ma gravi''. In prognosi riservata e grave anche la giovane donna ricoverata nell'ospedale Loreto Mare a Napoli nel reparto di rianimazione.

AGGIORNAMENTO DELLE 12.44 - 
''E' una situazione complessa che stiamo approfondendo anche attraverso il confronto con le tracce che stiamo trovando sulla scena dell'incidente''. Così il comandante della Polstrada di Avellino, Salvatore Imparato in relazione alle testimonianze, riferite da automobilisti in transito, secondo le quali il pullman volato giù dal viadotto 'Acqualonga' dell'autostrada A16 Napoli-Canosa avrebbe cominciato a perdere pezzi meccanici e parti di carrozzeria quasi due chilometri prima di sfondare il guardrail. ''E' un lavoro minuzioso- aggiunge Imparato- nel quale stiamo distinguendo la serie di eventi che hanno determinato la tragedia e, tra questi, individuare quello principale''. Il comandante della Polstrada ha anche confermato che ''conta di consegnare nei prossimi giorni all'autorità giudiziaria un primo significativo resoconto''. L'inchiesta, aperta dalla Procura di Avellino per omicidio plurimo colposo e disastro colposo, è coordinata dal procuratore, Rosario Cantelmo, insieme al pm Cecilia Annecchini.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.57 - 
Ha trascorso una notte tranquilla Clorinda Iaccarino, la 44enne della frazione Monteruscello di Pozzuoli (Napoli), una delle superstiti della tragedia di Monteforte Irpino (Avellino), operata d'urgenza domenica notte, poco dopo il ricovero nell'ospedale ''Moscati'' di Avellino. La donna, che nell'incidente ha perso il marito, Antonio Del Giudice, 51 anni, e la figlia Silvana, di 22, si trova nel reparto di rianimazione, sedata e intubata dopo l'intervento di laparotomia. La prognosi resta riservata ma i sanitari, con il trascorrere delle ore, guardano al decorso con ottimismo. Dal momento del ricovero, Clorinda Iaccarino, che ha riportato anche una vasta frattura al bacino, ha pronunciato soltanto poche parole prima di essere portata in sala operatoria per chiedere del marito e delle figlie (oltre a Silvana, la sedicenne Simona a sua volta rimasta ferita ma salva). Ai medici, la donna ha dato anche indicazioni sulle intolleranze ai farmaci delle sue figlie.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.56 - 
''Ho stretto la mano al premier Letta e a lui ho chiesto leggi più chiare ed incisive''. Tra i tantissimi che hanno preso parte ai funerali delle vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (Avellino), stamattina c'era anche Biagio Ciaramella, componente dell'associazione familiari e vittime della strada. Domani saranno cinque anni che suo figlio Luigi e' morto. ''Aveva 19 anni e il suo incidente stradale non ha ancora avuto giustizia'', dice. Quanto avvenuto in Irpinia e' ''l'ennesima strage, di fronte alla quale noi poniamo due domande: il guard rail era a posto e le cinture i passeggeri le avevano?''

AGGIORNAMENTO DELLE 11.49 - 
''Individueremo le responsabilità di quello che è avvenuto ma adesso è il momento di pregare''. Questo è il commento del ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, al termine della cerimonia funebre a Monteruscello.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.28 - 
Urla e strazio nel Palazzetto dello Sport di Pozzuoli ora che, al termine del funerale, i parenti devono lasciare andare via le bare. C'è chi urla e resta aggrappato. Qualcun altro avverte malori.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.22 - 
Il premier Enrico Letta ha lasciato il Palasport di Monteruscello a Pozzuoli (Napoli) senza fare alcun commento con i giornalisti. Letta ha abbracciato all'uscita il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia. Il gesto è stato sottolineato con un applauso da un gruppo di cittadini che hanno assistito alla scena.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.19 - 
Notte tranquilla per i due piccoli ricoverati nella Rianimazione dell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Secondo quanto spiegato dal primario Raffaele Testa, ''la situazione è stazionaria, non ci sono stati eventi significativi nel corso della notte, ma i giorni più delicati, per capire i due come stanno reagendo alle terapie, saranno i prossimi''. Francesca, nelle prossime ore, sarà sottoposta a una Tac al cervello. La piccola, a ottobre 3 anni, ha subito un politrauma con grosso ematoma cerebrale e con grossa frattura cranica. Appena arrivata nell'ospedale napoletano ha subito un primo intervento chirurgico per lo svuotamento dell'ematoma e le è stato asportato un pezzo di cranio di circa 9 centimetri per detendere la pressione cerebrale. Ieri ha subito altri due interventi, a un omero e a una gamba. Le condizioni, dicono i sanitari, sono ancora molto gravi. L'altro bimbo, Cristoforo, ha riportato una frattura al cranio con leggera emorragia, ma la situazione, spiegano i medici, è più stabile.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.14 - 
Un lungo applauso ha concluso i funerali delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (Avellino). Ora sull'altare è salito il sindaco di Pozzuoli (Napoli), Vincenzo Figliolia che ha ringraziato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, presente ai funerali, le altre autorità, i parenti delle vittime, le associazioni.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.12 - 
''Anche questa volta ce la faremo''. Lo ha detto il sindaco di Pozzuoli (Napoli), Vincenzo Figliolia al termine dei funerali. ''Noi non vi abbandoneremo, noi ci saremo''.

AGGIORNAMENTO DELLE 11.02 - 
L’Associazione Nazionale Carabinieri della Sezione "Vittorio Marandola" di Pozzuoli partecipa stamani ai funerali delle 38 vittime dell'autobus finito della scarpata sull'A16 a Monteforte Irpino. "Questa tragedia è stata un duro colpo a tutta la comunità puteolana e campana, che ha subito una grave perdita di vite umane, - sottolineano il presidente di Anc maresciallo Mario Veglia e il vice presidente maresciallo Luigi Peluso, insieme con i componenti del Consiglio Direttivo - ; siamo qui, con il Generale di Corpo d'Armata Domenico Cagnazzo e con tutte le autorità nazionali, regionali e locali, per rendere omaggio ai nostri conterranei nell'estremo saluto, per stringerci nel cordoglio alle famiglie delle vittime eper contribuire affinchè la nostra comunità sia ancora più unita in questo immenso dolore e possa trovare le risorse per superarlo".


AGGIORNAMENTO DELLE 10.47 - 
''E' una giornata che rimarrà scolpita nella mia memoria: bare e carri funebri come in un terremoto. Una giornata di dolore collettivo, dove tutta una comunità si è raccolta a piangere le proprie vittime''. Questo il commento del presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo, presente insieme all'assessore Filippo Monaco al Palazzetto dello sport di Monteruscello ai funerali delle vittime dell'incidente stradale di Monteforte Irpino. ''Mai come questa volta - ha aggiunto Antonio Pentangelo - mi sono sentito investito del mandato di rappresentare tutti i cittadini della Provincia di Napoli. E' stata una strage che la magistratura ci dirà se poteva essere evitata e quali responsabilità ci sono state in tema di manutenzione e sicurezza stradale. Un tema di primaria importanza specie per la nostra amministrazione provinciale. E' una giornata di lutto ed il mio pensiero - ha concluso il presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo - va sicuramente a quei bambini che ieri ho visto al Santobono: spero che sappiano dimenticare e che sparisca presto quella paura che ho visto trasparire in maniera chiara dai loro occhi''.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.37 - 
Il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Vincenzo Spadafora è presente questa mattina a Pozzuoli (Napoli) ai funerali delle vittime dell'incidente del bus in Irpinia. Subito dopo si recherà all'ospedale pediatrico Santobono per far visita a tre dei cinque bambini ricoverati.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.34 - 
''Pregare per tutti i parenti e amici dei nostri fratelli e sorelle, a cui questa mattina stiamo dando l'ultimo saluto. Il Dio della consolazione li consoli, allevi la loro sofferenza, renda più salda la loro speranza''. E' la richiesta che il vescovo di Pozzuoli (Napoli), monsignor Gennaro Pascarella, ha fatto ai fedeli nel corso dell'omelia per le vittime del bus nella scarpata.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.27 - 
''Preghiamo per tutti i feriti, il Signore non permetta che si aggiungano altri nomi al già straziante elenco''. Lo ha detto il vescovo di Pozzuoli (Napoli), monsignor Gennaro Pascarella, in occasione dei funerali delle vittime del bus nella scarpata.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.24 - 
''Ai magistrati spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano che si verifichino altri incidenti. La prima solidarietà è il rispetto delle regole!''. Così, mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, durante l'omelia dei funerali delle 38 vittime della strage del bus.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.22 - 
Sono circa quattromila i presenti alla cerimonia funebre per le vittime dell'incidente stradale in Irpinia al Palasport di Monteruscello. La stima è della polizia. Poco fa si è unito ai rappresentanti del Governo, il premier Letta ed il ministro per le Politiche agricole De Girolamo, anche il ministro per l'Ambiente, Andrea Orlando.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.19 - 
Il vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti e sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, esprime ''il più sentito e sincero cordoglio e la più accorata partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime della terribile sciagura di Monteforte Irpino''. ''Questo - dichiara De Luca - è per tutti il momento del lutto, della sofferenza, del raccoglimento. È necessario, poi, che le autorità competenti utilizzino ogni mezzo a loro disposizione per accertare le cause del drammatico incidente. Questa immane tragedia impone un più tenace impegno per garantire una maggiore sicurezza sulle nostre strade. Si dovrà avviare una seria e approfondita riflessione sulla qualità e la manutenzione di quel tratto autostradale e adeguarne le dotazioni di sicurezza''.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.18 - 
'
'Di fronte ad una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane, forte è lo sconcerto, è difficile parlare. Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore''. Così monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli (Napoli), durante l'omelia ai funerali delle 38 vittime della strage del bus.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.17 - 
''Istituzioni civili e religiose non lasciamo soli questi nostri fratelli, soprattutto quelli che si sono ritrovati senza più sostegni anche economici!''. Così mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli (Napoli), durante l'omelia dei funerali delle 38 vittime della strage del bus.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.07 - 
''Il Paese deve dare una grande prova di coesione in questa giornata''. Così il capogruppo di Sel alla Camera, Gennaro Migliore, parlando con i giornalisti all'esterno del Palasport di Monteruscello a Pozzuoli (Napoli). Alla domanda se la coesione potrà reggere all'impatto della sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, Migliore ha risposto: ''non è quello a cui penso oggi''.

AGGIORNAMENTO DELLE 10.05 - 
"Questa è la giornata del pianto e del dolore, la giornata della sofferenza delle famiglie, verso le quali dobbiamo avere rispetto". Così il ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, arrivata al Palasport di Monteruscello, dove è appena iniziata la cerimonia funebre per le vittime dell'incidente stradale in Irpinia. "Faremo il possibile per aiutare le famiglie", ha aggiunto il ministro. Alla domanda se quella di oggi sia una giornata di tensione speciale anche per la possibile sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, il ministro ha risposto: "non è il momento di fare dichiarazioni, questo è un giorno di preghiera".

AGGIORNAMENTO DELLE 10.04
L'elenco dei nomi delle 38 vittime letto dall'altare: è cosi' che stanno iniziando i funerali delle persone rimaste uccise nella strage del bus di Monteforte Irpino (Avellino). La cerimonia funebre sta per iniziare a Pozzuoli (Napoli). Al nome di Simona del Giudice, 26 anni, un fischio e poi lungo applauso.

AGGIORNAMENTO DELLE 09.45 - 
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, è giunto al Palasport di Monteruscello a Pozzuoli (Napoli). Letta è entrato senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. All'interno tutto è pronto per l'inizio della cerimonia funebre che sarà officiata dal vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella.

AGGIORNAMENTO DELLE 09.44
''E' una tragedia che mi ha tagliato il cuore in due parti''. Così il sindaco di Pozzuoli (Napoli) al suo arrivo ai funerali delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (Avellino). ''L'Italia intera ci e' vicina e questo e' per noi una forza, grazie'', ha aggiunto. Di fronte a tutto quello che è successo, ha sottolineato, ''si prova grande amarezza, dobbiamo avere la forza''. E soprattutto ''bisogna fare in modo che questo sacrificio non risulti vano. C'è qualcosa che non ha funzionato, ci sono responsabilità, bisogna fare chiarezza e sono certo che sarà fatta''.

AGGIORNAMENTO DELLE 09.28 - 
''E' una giornata di lutto, una giornata tremenda per tutti''. Così il segretario del Pd, Guglielmo Epifani che è giunto al Palasport di Monteruscello. ''Tutto il Paese deve unirsi al lutto delle famiglie'', ha aggiunto Epifani. Alla domanda di un giornalista sulle responsabilità della tragedia, il segretario del Pd ha risposto: ''c'è un procuratore molto serio, molto bravo. Sa lui cosa fare''.

AGGIORNAMENTO DELLE 09.21 -
 
A neanche un'ora dall'inizio dei funerali delle 38 persone rimaste vittime dell'incidente stradale verificatosi a Monteforte Irpino (Avellino) dove un bus e' precipitato giù da un viadotto, è quasi del tutto gremito il palazzetto dello sport di Pozzuoli. In tantissimi stanno rendendo omaggio alle vittime. Strazianti le scene di dolore dei loro parenti che continuano ad abbracciare le bare. Atteso l'arrivo del presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Tutta l’Italia oggi si stringe in un abbraccio caloroso e commosso alle 38 famiglie delle vittime del viadotto della tragedia a Monteforte Irpino. Una sciagura immane che non si ricordava da decenni ha colpito e commosso tutto il mondo. Un pellegrinaggio nei luoghi santi di Padre Pio trasformatosi nella tomba per 38 persone la cui unica colpa è stata quella di trovarsi in quel pullman. Al di là delle responsabilità e delle inchieste che verranno fuori da questa storia tragica ed amara insieme, resta il solito groppo alla gola per non essere riusciti ad evitare una tragedia che ha oscurato il cuore di tutto il Paese.


NAPOLI
- C'è chi sulla bara ha messo la foto del giorno delle nozze e chi la sciarpa del Napoli, ''perché Giovanni era un gran tifoso''. Piangono i parenti delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (Avellino). E a circa tre ore dall'inizio dei funerali, nella camera ardente allestita nel palazzetto dello sport di Monterusciello, frazione di Pozzuoli, continuano ad accarezzare le bare. A tratti le abbracciano anche. Tante le coppie che in questo giorno si sono riunite. E così la bara di Barbara Iliano è vicina a quella di Alfonso Terracciano, così come Vincenza è vicina al marito Biagio Vallefuoco. Ma c'è anche la giovane Silvana, 26 anni, che è vicina alla bara del suo papà, Antonio. In tanti stanno arrivando al palazzetto dello sport per l'ultimo saluto alle 38 vittime. All'esterno anche uno striscione degli ultrà: ''Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile''.

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di Rosario Lavorgna
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