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Lettera al sindacato di Fusco: in Italia norme da cambiare

Strasburgo ascolta le Guardie Giurate


Strasburgo ascolta le Guardie Giurate
10/03/2009, 11:03

L’Italia “pone ostacoli ingiustificati all’esercizio della professione” della guardia giurata: è questa in estrema sintesi la tesi contenuta in una sentenza del 13.12.2007 della Corte di giustizia Europea, nella quale il giudice ha stabilito che alcune norme del testo unico e quelle corrispondenti del relativo regolamento di esecuzione “contrastano con i principi comunitari sulla libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi(artt. 43 e 49 del Trattato istitutivo della Comunità Europea)”. L’argomento è sollevato da Marco Fusco, Segretario Nazionale del Sindacato Nazionale Guardie Giurate, che si è rivolto al Parlamento Europeo lamentando i problemi del settore della vigilanza privata in Italia. Da Strasburgo il sindacalista ha ricevuto risposta che da una parte non segue i suoi rilievi, visto che “le competenze attribuite al Parlamento Europeo dai trattati istitutivi dell’Ue” non riguardano questa materia, dall’altro lato però confermano che dal punto di vista delle istituzioni comunitarie qualcosa in Italia dovrà cambiare. “Il testo unico delle Leggi di Pubblica sicurezza – afferma Jean Louis Cougnon in una lettera recapitata a Fusco – dovrà necessariamente uniformarsi alla decisione del giudice comunitario”. Cougnon inoltre informa il sindacalista dell’iniziativa dell’On. Mussolini Alessandra, che ha presentato una dichiarazione scritta esortando la commissione europea a “intraprendere ogni iniziativa verso paesi membri per una regolamentazione uniforme degli Istituti di vigilanza e ad esprimersi in merito alla questione della extraterritorialità delle licenze, nonché sollecitando i paesi membri alla individuazione di una definizione univoca dei compiti risultanti dalla distinzione fra servizi armati e servizi non armati”.

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di Redazione
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