Cronaca / Soldi

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Coinvolti esponenti dei Mazzarella e dei Casalesi

Stroncato il business dei clan in Toscana, 8 arresti


Stroncato il business dei clan in Toscana, 8 arresti
12/05/2009, 21:05

La camorra aveva trovato una delle sue ‘lavanderie’ in Toscana, investendo il denaro di provenienza illecita nell’acquisto di immobili. E’ quanto emerso grazie ad un’inchiesta della Procura di Firenze, che si è avvalsa dell’attività investigativa dei finanzieri del Gico ed ha portato all’arresto di otto persone (alcune delle quali ritenute legate a potenti clan camorristici campani) ed al sequestro di 4 società, 25 unità immobiliari e 7 tra autovetture e motocicli, per un valore complessivo di 10 milioni di euro. L’operazione, chiamata Botero, ha impegnato oltre 150 finanzieri sul territorio delle province di Napoli, Salerno, Caserta, Prato, Lucca, Milano e Lodi.

Il denaro, ritengono gli inquirenti, era quello proveniente dal traffico degli stupefacenti gestito dal clan Mazzarella; i soldi venivano investiti in una società immobiliare di Prato, riconducibile al 36enne Mario Papale ed alla 37enne Rosa Iacomino, entrambi di Ercolano, ed al 37enne Alberto Tradii, di Lucca. Un ruolo chiave nelle operazioni di riciclaggio era coperto dal Salvatore Coppola, identificato come uno dei punti di riferimento per il riciclaggio di denaro di alcuni clan della camorra, tra i quali anche i Mazzarella.

Nel novembre 2005 sui conti correnti della Rosa Immobiliare era stato versato circa un milione di euro in contanti, con cui gli indagati avevano operato un aumento del capitale sociale per poi successivamente acquistare altri beni immobili. La somma è risultata essere riconducibile a due esponenti dei Mazzarella. Da quel versamento è partita l’indagine, diretta dal procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, e coordinata da Ettore Squillace Greco, della locale Dda. In oltre due anni le forze dell’ordine hanno lavorato su accertamenti bancari e patrimoniali, intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti e pedinamenti. Molto importanti, afferma la Guardia di Finanza, si sono rivelate le informazioni fornite da alcuni collaboratori di giustizia.

Il business del riciclaggio del denaro era collegato, inoltre, ad un giro di usura, estorsioni e riciclaggio di autovetture rubate. Indagando sul primo, gli investigatori hanno fatto luce anche sul secondo. Principale gestore del giro, col compito di smistare in Germania e Spagna le vetture di grossa cilindrata rubate nel Casertano, era Salvatore Orabona, 37 anni, esponente di spicco del sodalizio dei Casalesi ed ex autista del boss Francesco Biondino, scampato alla morte nel dicembre scorso quando il commando di Setola crivellò di colpi di kalashnikov la sua abitazione, uccidendo una vicina di casa di Orabona estranea al giro. Sono state individuate almeno dieci persone vittime dell’usura: i soldi venivano prestati con un tasso compreso tra il 39,24% ed il 456,25% annuo.

Papale è finito in manette per i reati di usura, riciclaggio, ricettazione, estorsione, abusiva attività finanziaria, detenzione illegale d'arma da fuoco, lesioni personali, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, con la circostanza aggravante delle tipiche metodologie mafiose; Tradii per i reati di riciclaggio, ricettazione, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita; Rosa Iacomino per i reati di riciclaggio, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita; Coppola per il reato di riciclaggio, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita; Orabona per il reato di ricettazione, riciclaggio, con la circostanza aggravante del metodo mafioso; Michele Iacomino per i reati di usura, estorsione, abusiva attività finanziaria, con la circostanza aggravante del metodo mafioso; Antonio Iacomino e Giuseppe Zeno per i reati di usura e abusiva attività finanziaria.

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di Nico Falco
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