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Strutturare le competenze


Strutturare le competenze
18/12/2010, 13:12

 

DESTRUTTURARE IL SISTEMA PER STRUTTURARE LE COMPETENZE.

IL PARADOSSO TRA CHI CREDE DI SAPERE E CHI SA DI NON SAPERE



 

di Gianni De Falco, direttore Ires Campania


 

Per la prima volta il nostro istituto è stato invitato all’inaugurazione di un anno accademico universitario, quello dell’Università Parthenope. È la prima volta, a mia memoria, che un anno accademico universitario viene inaugurato alla presenza delle scuole, anche in questo possiamo leggere un segno di modernità e di apertura dell’istituzione al territorio.

L’iniziativa ha messo a confronto l’istituzione Università, con le sue competenze ed esperienze, con il mondo della ricerca e del lavoro. Oltre a chi scrive hanno partecipato all’evento il dottor Claudio Luongo, socio della European Evaluation Society e il dottor Bruno Scuotto, presidente regionale del Gruppo Piccole Imprese dell’Unione Industriali della Campania.

In questo intervento cercherò di riassumere i temi dell’intervento, in qualche modo anche provocatorio, da me proposto: «Destrutturare il sistema per strutturare le competenze. Il paradosso tra chi crede di sapere e chi sa di non sapere».


 

Il paradosso tra chi crede di sapere e chi sa di non sapere è una importante teoria, la prima condizione della ricerca e del dialogo filosofico è, infatti, “la coscienza della propria ignoranza”. Socrate interpretò la risposta dell’Oracolo di Delfi, che lo proclamava “sapiente”, come se avesse voluto dire che sapiente è solo chi sa di non sapere.
Solo
chi sa di non sapere, quindi, cerca di sapere, mentre chi crede di essere già in possesso della verità non sarà spinto a cercarla. Quindi la tesi socratica del non sapere non è una professione di scetticismo, poiché spinge ad indagare.

Affrontare il tema della relazione che sostiene la destrutturazione del sistema della formazione e la sua riarticolazione (strutturazione) su processi formativi che tengano conto dell’acquisizione di competenze non può rinunciare ad una analisi che faccia comprendere quali siano state, e sono, le trasformazioni del sistema lavoro.

Oltre ad un più spinto squilibrio nei rapporti tra impresa e lavoratore, il più marcato aspetto di cambiamento è quello della richiesta di un arricchimento sempre più consistente di competenze in grado di sostenere il know how professionale dei lavoratori e, per contrappasso, delle imprese.

Questa situazione determina differenti atteggiamenti nel sistema lavoro che incidono sia sul versante del Mercato del lavoro, sia sul versante della domanda ed offerta, sia, soprattutto sul sistema dell’offerta formativa (quella professionale generalista e quella specialistica di Alta formazione).

La lettura di questo fenomeno è riconducibile, dunque, alla filosofia socratica tra chi crede di sapere e chi sa di non sapere.

Quest’ultima affermazione, in particolare – che individuiamo come condizione essenziale a fondamento della ricerca e della sperimentazione – ha guidato la realizzazione dell’esperienza comune (in partenariato) tra Università Parthenope e Ires Campania: il “Progetto E.R.A.C.L.I.T.O. Esperienza di Ricerca Avanzata e Cooperativa in Learning Innovation per Tutorato e Orientamento”, sottotitolo “Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice, non nasconde, ma indica”.

L’obiettivo principale che il progetto intendeva realizzare era quello di individuare un percorso in grado di sostenere un processo di orientamento (e quindi di formazione) verso campi di intervento inesplorati o, se già esistenti, innovativi ed integrativi.

L’Ires Campania partecipò a tutte le fasi del progetto realizzando una “Analisi dei fabbisogni” (che ebbe come preludio orientativo uno “Studio sulla realtà economica delle regioni Campania e Basilicata”, per indirizzare ai settori su cui poi operare), seguita dalla individuazione e definizione delle “Figure professionali” più rilevanti, dalla costruzione di un “Catalogo delle competenze” per ciascuna figura individuata e dalla definizione, in collaborazione con alcuni docenti delle varie facoltà dell’Università Parthenope e dell’Università della Basilicata, di un “Percorso formativo modulare” adattabile anche alla sperimentazione della Formazione a distanza (Fad).

In particolare, per quel che riguarda il percorso in modalità Fad, l’Ires Campania progettò anche un originale sistema di monitoraggio e valutazione del percorso (“sistema semaforico parallelo”) per la validazione del percorso formativo ed il riconoscimento dei Crediti.

Il progetto ha sperimentato la metodologia formativa per competenze destrutturando il vecchio percorso, consolidato, della teoria organizzativa taylorista e fordista basata, essenzialmente, su un sistema produttivo standardizzato ed immutabile (almeno per periodi, più o meno lunghi, di anni) al quale corrispondeva un sistema pressoché immutabile di offerta formativa.

Proponendo, poi, un percorso innovativo che partendo dall’analisi dei “nuovi” fabbisogni, non solo espliciti, riuscisse a definire le nuove competenze (il Catalogo) necessarie alla definizione delle figure individuate.

La destrutturazione del percorso individuava “Skill” professionali acquisibili senza l’obbligo della cronologia stabilita dai vecchi percorsi formativi e, inoltre, appartenenti a differenti contesti formativi (Facoltà) in modo da arricchire e completare un’offerta altamente innovativa e sperimentale.

Su questo processo si innescavano azioni complementari e integrative che vedevano scuola, università e impresa dialogare e trovare campi di intervento in percorsi formativi comuni.

La metodologia proposta sollevò la curiosità e l’interesse del Ministero del Lavoro e dell'Agenzia per le politiche attive del lavoro e lo sviluppo dell'occupazione “Italia Lavoro”, impegnata, a livello nazionale alla (ri)definizione funzionale delle competenze e delle Figure professionali. Italia Lavoro propose, dunque, all’Ats Eraclito la sottoscrizione di un “Protocollo d’intesa e Accordo di collaborazione” per lo scambio delle reciproche esperienze.

In realtà, la metodologia proposta ebbe una prima sperimentazione, per certi versi assai fortunata, in una esperienza di Istruzione e Formazione Tecnico Superiore (Ifts) realizzata con l’Istituto Tecnico Professionale di Bagnoli.

L’innovazione metodologica applicata all’esperienza formativa portò all’assunzione di ben quindici allievi su diciotto già al compimento della prima metà dell’attività. Furono poi tutti avviati al lavoro alla fine del percorso.

Il percorso formativo modulare proposto fu pensato come un grande puzzle dove ogni tessera rappresentava una conoscenza o un sapere. Allo stesso modo pensammo l’esperienza professionale, come una sommatoria di tessere (competenze) che si incastrassero l’una all’altra.

Ci chiedemmo, quindi, se fosse stato possibile acquisire una singola tessera (competenza) senza dover obbligatoriamente partecipare ad un percorso di studio universitario (3+2, tre o cinque anni), ad un master (1-2, annuale o biennale), ad un percorso formativo (da 600 a 1800 ore)…

Il sistema dell’offerta di Alta formazione non teneva conto, e continua a tutt’oggi a non tener conto, della possibilità di acquisizione di singole tessere (competenze) per arricchire il puzzle delle esperienze professionali.

Riteniamo invece essenziale che il sistema dell’offerta formativa possa consentire l’acquisizione della singola tesserina (competenza).

Questo tipo di offerta, tra l’altro, consentirebbe di aprire l’Alta formazione al sistema lavoro in maniera più diretta ed agile.

La relazione del professore Stefano Dumontet, per l’Università Parthenope, ha dato, in questo senso, indicazioni precise e questa metodologia sembrerebbe oramai parte del DNA della Parthenope, ciò significa che l’esperienza del Progetto Eraclito ha dato ottimi frutti. Anche il contributo di Bruno Scuotto (Unione Industriali) sembrerebbe portare alla stessa conclusione, anche se bisogna rilevare che l’atteggiamento delle imprese differisce nella sostanza rispetto alla necessità, pure avvertita, di un continuo aggiornamento delle competenze professionali dei lavoratori, sia per la temuta traduzione di questa in termini salariali o in percorsi di carriera. Dunque sul fronte delle imprese ci sarà ancora da lavorare.

Claudio Luongo (European Evaluation Society) ha confermato l’interesse e l’indicazione proveniente dall’Unione Europea alla costruzione di esperienze e percorsi professionali e formativi certificati, le ultime Direttive ne sono testimonianza.

Così come tutte le politiche orientate alla “Occupabilità” confermano, la certificazione delle competenze è tratto fondamentale per la costruzione di un sistema del lavoro al passo coi tempi e su questi temi l’Ires Campania continua intensamente a lavorare.

Per concludere, si tratterebbe, dunque, di destrutturare l’attuale sistema di domanda – offerta di formazione e di aggiornamento per… Strutturare un sistema formativo basato sulle competenze.

Un sistema in cui l’offerta sia in grado di comprendere le evoluzioni del mercato del lavoro e dei sistemi economici in maniera più rapida, relazionando e saldando tutto il sistema di filiera scuola-università-lavoro (o lavori).

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di Raffaele Pirozzi
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