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L’Hmo denuncia perquisizioni in casa di 5 aderenti

Studente pestato: indagato il leader di Casapound Napoli


Studente pestato: indagato il leader di Casapound Napoli
09/10/2009, 14:10

Proseguono le indagini sul pestaggio che si è verificato martedì ai danni di Francesco Tratta, lo studente 18enne del Margherita di Savoia, rappresentante d’istituto ed attivista di sinistra, aggredito da un branco di sei ragazzi all’uscita dalla scuola. Un vero e proprio raid punitivo, premeditato, arrivato, secondo la vittima, come punizione per ‘aver osato’ organizzare un incontro con sei esponenti dell’Associazione partigiani. Adesso Francesco, con una costola rotta, è immobilizzato sul divano; dovrà stare a riposo per almeno 15 giorni, poi dovrà essere visitato di nuovo. Il 18enne ed alcuni ragazzi che erano con lui non hanno dubbi sull’identità di almeno due dei responsabili del pestaggio: si tratterebbe di aderenti al movimento CasaPound e tra loro ci sarebbe stato anche il leader della sezione napoletana, che ha negato qualsiasi coinvolgimento. Giuseppe Savuto è attualmente indagato con tre informative della Digos inviate in procura dopo aver ascoltato altri testimoni che hanno assistito all’aggressione di martedì. Anche un altro degli assalitori sarebbe stato identificato in uno degli aderenti all’Hmo, ma per il momento non risultano provvedimenti nei suoi confronti. La Digos avrebbe invece preso provvedimenti anche nei confronti di un altro giovane, indagato per l’aggressione di mercoledì ai danni di due aderenti di CasaPound, malmenati in piazza Garibaldi da un gruppo di manifestanti, tra i quali ci sarebbero diversi appartenenti ai Carc.

Intanto dall’Hmo (l’associazione costituita nell’ex convento di Materdei dai ragazzi di Casapound) comunicano di aver ricevuto, all’alba, la ‘visita’ della Digos. Gli agenti hanno effettuato perquisizioni domiciliari in casa di cinque aderenti nel primo mattino dell’8 ottobre ma non ci sarebbero stati riscontri o sequestri da parte delle forze dell’ordine.

“Le perquisizioni ai danni di alcuni aderenti dell’Hmo sono l’ennesimo risultato di un clima di tensione creato ad arte dall’azione congiunta di istituzioni e gruppi attivisti dell’estrema sinistra, - afferma Emmanuela Florino, presidente dell’Hmo, - è inaccettabile questo martellante atteggiamento di intolleranza nei confronti di chi da un mese ha riportato all’attenzione popolare e istituzionale una struttura immensa come quella in Salita San Raffaele, dopo trent’anni in stato di totale abbandono, con lo scopo di adibirla a luogo di attività sociale per il quartiere e la città tutta”.

“Non accettiamo lezioni di principi di tolleranza e democrazia da chi per primo non li applica nei confronti di chi promuove attività sociali per la cittadinanza, senza peraltro proporre nulla di contro se non uno sterile antifascismo con metodi da anni ’70”, dice anche Emmanuela Florino, che conclude: “Auspichiamo la fine della logica degli opposti estremismi e il ritorno ad un clima di serenità giovanile, laddove sono ben altri i problemi politici e sociali da affrontare”.

Soltanto ieri la Rete antifascista napoletana aveva denunciato perquisizioni da parte della Digos nelle abitazioni di sei studenti di sinistra. I controlli, che sarebbero stati motivati con la ricerca di “armi e droga”, spiegava il loro comunicato, non avrebbero comunque portato a riscontri nemmeno in quel caso. Nella circostanza la Rete aveva parlato di un chiaro atto intimidatorio, “verso quelle migliaia di giovani napoletani che si stanno mobilitando contro l’insediamento in città di gruppi di squadristi che si dichiarano apertamente “neofascisti””.

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di Nico Falco
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