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In merito al DDL Gemlini che si vota domani

Studenti e ricercatori dicono No alla riforma Gelmini


Studenti e ricercatori dicono No alla riforma Gelmini
29/11/2010, 12:11

POMPEI - Agitazioni a Pompei questa mattina per dire No alla riforma Gelmini che punta sul prestito d’onore e all’appoggio verso le università telematiche, insomma un’ università privata rivolta ai benestanti. Alle  9.30 una delegazione di studenti, ricercatori e professori delle Università Campane è partita dalla stazione FS di Pompei (NA) per protestare contro la riforma Gelmini, per l’approvazione della quale si vota domani,  che di fatto toglie i sovvenzionamenti alle università pubbliche, tra cui anche il 90% dei fondi per le borse di studio rivolte a studenti meritevoli. I manifestanti, poi, hanno attraversato la piazza del Santuario, e si sono diretti  all’ l'ingresso degli scavi a Pompei centro, Piazza Anfiteatro dove si è tenuto un sit in con la stampa ma anche con tutti i cittadini che chiedevano notizie in merito. La curiosità è che per entrare nel sito archeologico, a favore del quale la manifestazione si muoveva tra le altre cose, i manifestanti hanno dovuto pagare il biglietto. Gli organizzatori ci tengono a far sapere che la manifestazione non nasce sotto alcuna sigla sindacale o politica se non quelle della rete29aprile dei Ricercatori per una Università Pubblica, Libera, Aperta e la CoNPAss, Coordinamento Nazionale dei Professori Associati ed è organizzata dal  coordinamento delle Università Campane. <<La manifestazione ha lo scopo ancora una volta di invitare i parlamentari italiani – ha dichiarato Petronia Carillo del comitato organizzatore - a compiere, in merito alla riforma universitaria, non una scelta politica ma una scelta di civiltà, preservando e difendendo l'Università pubblica che è un bene collettivo.  Le scelte del governo, che possono ancora oggi essere modificate, stanno danneggiando non solo l'università come ricerca e formazione, ma anche il patrimonio culturale e l’ambiente>> ha concluso. I riferimenti sono al crollo della Domus dei Gladiatori avvenuta nel sito archeologico di Pompei e la decisione di aprire una discarica in pieno Parco Nazionale del Vesuvio qual è Cava Sari in rappresentanza della quale era presente una delegazione di Mamme vulcaniche.

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di Simona Buonaura
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