Cronaca / Sesso

Commenta Stampa

Lunedì l'udienza di scarcerazione davanti al Riesame

Stupro Caffarella, perplessità dopo gli esami del Dna


Stupro Caffarella, perplessità dopo gli esami del Dna
04/03/2009, 19:03

Una pietra sopra, e ricominciare da capo. E quanto si prospetta per fare luce sullo stupro di San Valentino, ora che gli accertamenti sembrano deporre a favore dei due rumeni arrestati. Nemmeno la pista del terzo uomo pare reggere: il rumeno indicato dalla ragazza stuprata era infatti all’estero quando è stata compiuta la violenza sessuale.

Fino a ieri si conoscevano solo i risultati effettuati su 10 dei 20 reperti, e non erano riconducibili ai due romeni arrestati. Ora però anche i test sulle tracce biologiche trovate sul luogo dello stupro presentano punti discordanti e non coincidono con il profilo genetico di Alezandru Isztoika Loyos, 20 anni, e di Karol Racz, 36 anni. Il loro Dna non compare né sulle cicche di sigarette, né sui fazzolettini, nemmeno sul portafoglio preso al fidanzatino durante la rapina, questa le conclusioni a cui è giunta la perizia disposta dal pm Vincenzo Barba in accordo con gli investigatori della squadra mobile di Vittorio Rizzi. Le analisi erano state affidate al pm dopo che Loyos, ‘il bondino’, riconosciuto dalla ragazza, aveva ritrattato la confessione inizialmente rilasciata, durante la quale aveva incolpato il suo connazionale, ‘il pugile’.

Intanto sono stati predisposti ulteriori accertamenti, per verificare se sugli indumenti dei due rumeni ci possano essere tracce riconducibili all’aggressione del ragazzo; i nuovi risultati saranno pronti entro venerdì.


L’eventuale scarcerazione potrebbe avvenire già lunedì, giorno in cui è fissata l’udienza davanti al Tribunale del riesame. I due avvocati, Lorenzo La Marca e Giancarlo Di Rosa, hanno inoltre denunciato violenze nei confronti dei loro assistiti mentre erano in Questura, sia fisiche che psicologiche, ma le accuse erano state ritenute infondata del pm Valerio Savio. Ma malgrado gli esiti del Dna, i dubbi restano: la confessione poi ritrattata rilasciata da Loyos sarebbe infatti troppo precisa e sovrapponibile alla ricostruzione del fidanzato della vittima dello stupro, per pensare che possa essersi inventato tutto. Altre verifiche sono attualmente in corso, esami delle impronte e dei cellulari comprese, e i risultati ancora non sono definitivi.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©