Cronaca / Sesso

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Lettera a "Repubblica" dopo decisione Gip e "processo" Vespa

Stupro capodanno, vittima contro avvocati e tv


Stupro capodanno, vittima contro avvocati e tv
29/03/2009, 16:03

“Me lo avevano detto che le difese degli stupratori dicono sempre che le donne erano consenzienti o che sono delle provocatrici. Me lo avevano detto che le difese di questi bravi ragazzi cercano di far passare il messaggio che in fondo ogni donna stuprata è una poco di buono. Io non ci credevo, non volevo crederci”. Con queste parole la vittima dello stupro di Capodanno a Roma si sfoga. Parole contenute in una lettera inviata a “Repubblica”, dopo che il presunto responsabile della violenza è stato liberato dal gip, che ha inoltre ridimensionato le accuse.

Ora a ferire la ragazza ora sono i vari processi mediatici, come la puntata di ‘Porta a Porta’ di Bruno Vespa andata in onda martedì scorso. Processi mediatici che spesso mandano sul banco degli imputati proprio chi viene violentata.

“Pensavo che non esistessero persone così ciniche e così cattive, e poi, nel mio caso, pensavo, c'è la cartella clinica che dimostra la violenza che è stata esercitata contro di me”.

Invece è successo anche a me – aggiunge la giovane - in una trasmissione televisiva il maschio viene giudicato non colpevole, io consenziente, da sola mi sono provocata i segni di strangolamento, le tumefazioni e le lacerazioni alla mia vagina. Maledetta la scelta di passare la sera di Capodanno a quella festa. Oggi ho paura di tutto. Ho paura di camminare da sola. Ho paura del buio, ho paura del mio futuro. Vai ad una festa, un ‘bravo ragazzo’ ti violenta e da allora cambia la tua vita. So che non mi debbo vergognare, ma non è facile – sottolinea la ragazza -. Mi vedo sempre osservata, giudicata, condannata. Potrò dimenticare? Potrò ritornare a fare una vita normale? Avevo iniziato, ci stavo provando, e poi – accusa infine la giovane - quella trasmissione televisiva, quella sentenza senza potermi difendere, mi ha fatto ritornare indietro”.
 

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di Redazione
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