Cronaca / Sangue

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Stupro di Guidonia, gli accusati noti come delinquenti anche in Romania


Stupro di Guidonia, gli accusati noti come delinquenti anche in Romania
30/01/2009, 23:01

Delinquenti una volta varcati i confini nazionali, “come tutti i romeni”, come qualcuno potrebbe generalizzare? Invece no. Tre dei romeni arrestati per lo stupro di Guidonia erano noti come delinquenti anche in Romania. I fratelli Lucian (22 anni) e Ciprian Trinca (23), e Marcel Cristian Codita, come afferma la stampa romena, che in questi giorni sta dando ampio risalto ai drammatici fatti di Guidonia, per i quali sono accusati sei romeni, avevano già dei precedenti penali. Citando fonti della polizia rumena, il quotidiano Evenimentul zilei scrive che nel 2004, a Pasqua, i fratelli Trinca sono entrati ubriachi in chiesa, insultando i fedeli e poi facendo i propri bisogni al cimitero. Lucian Trinca era indagato anche per furto di cavalli. “La strategia di attacco del branco ha inorridito gli italiani”, osserva ancora il giornale, citando anche la testimonianza di uno degli accusati, che afferma: “abbiamo scelto quella ragazza soltanto perché il portabagagli dell’auto era più ampio e così abbiamo potuto chiuderci dentro il fidanzato”. Riportando anche la notizia dello stupro di una prostituta bulgara nel Piacentino, ad opera di tre romeni, il quotidiano Adevarul scrive che “i nostri connazionali sono diventati bersagli di attacchi violenti”, in riferimento agli attentati contro due negozi romeni a Villalba.

Intanto, i Radicali denunciano che i sei rumeni accusati per i fatti del 23 gennaio a Guidonia sono stati maltrattati. “Nel corso di una visita al carcere di Rebibbia, - spiegano, - abbiamo stamattina incontrato i sei rumeni accusati di violenza sessuale e rapina aggravata, arrestati tra lunedì e martedì scorsi a Guidonia. Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva”. Rita Bernardini, deputata Radicale-PD, e Sergio D'Elia, Segretario dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino", continuano affermando che "su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull'anca destra; altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l'altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Guidonia. Del resto, non ci sentiamo di escludere che i sei rumeni abbiano subito ulteriori maltrattamenti, seppure di minore intensità e violenza fisica, anche al momento dell'ingresso a Rebibbia. Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate. Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un'interrogazione urgente ai Ministri della Difesa e della Giustizia”. 
 

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di Nico Falco
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