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Intanto nell'isola scarseggiano carburante e molti prodotti

Su Facebook si estende dalla Sicilia il "movimento dei forconi"


Su Facebook si estende dalla Sicilia il 'movimento dei forconi'
18/01/2012, 13:01

PALERMO - Continua in Sicilia quello che è stato ribattezzato "il movimento dei forconi": due associazioni di autotrasportatori (una delle quali ha come simbolo proprio il forcone) hanno deciso di bloccare le principali strade dell'isola, traportando le merci a passo d'uomo, per protestare contro gli aumenti al carburante imposti dal governo Monti. Dopo quattro giorni, la benzina in alcuni distributori è esaurita, mentre negli altri sta aumentando di prezzo. Rincari simili sono stati riscontrati su diversi prodotti, mentre altri sono esauriti nei negozi, soprattutto la verdura fresca.
Le difficoltà per la popolazione sono notevoli: bloccati nodi industriali come il porto di Palermo o la raffineria di Gela; problematica la raccolta rifiuti; molte zone nelle città siciliane sono bloccate da lunghi serpentoni di tir ed auto. Coloro che non vogliono partecipare, vengono intimiditi e costretti a farlo; in qualche caso è dovuta intervenire la Polizia per consentire ai "crumiri" di passare liberamente, senza subire le conseguenze dei presidi ai margini della città. E sempre la Polizia si occuperà in questi giorni di scortare le autocisterne cariche di carburante dirette verso le pompe di benzina che ne necessitano.
Resta il dubbio sulla "paternità politica" della protesta. I movimenti si dichiarano apartitici, tuttavia Forza Nuova ed altri movimenti di estrema destra hanno messo la propria bandiera sin dall'inizio sulla protesta; da oggi c'è il sostegno anche di alcuni centri sociali. Ma su Facebook ci sono molte testimonianze di persone che dicono di partecipare alla protesta e che negano che dietro di loro ci sia Forza Nuova o qualsiasi altro partito politico.
E, a proposito di Facebook, si moltiplicano gli inviti sul social network ad estendere la protesta al di fuori della Sicilia; in particolare in Calabria e in Campania. E qualcosa pare si stia muovendo nella parte meridionale della Calabria, in questo senso.

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di Antonio Rispoli
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