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Equitalia sotto accusa

Suicidi per debiti, Federcontribuenti chiede un'inchiesta


Suicidi per debiti, Federcontribuenti chiede un'inchiesta
13/04/2012, 21:04

Sempre più persone si ammazzano a causa dei debiti. E non tutti i piccoli imprenditori e i lavoratori che si suicidano per debiti finiscono sui giornali, secondo Federcontribuenti. Almeno 18 si sono tolti la vita solo dall'inizio dell'anno - ma potrebbero essere di più - quattro dei quali in Veneto, due a Roma e due a Genova, e poi a Milano, Torino e Bolzano e in Sicilia: è il calcolo dell'associazione, che stamani ha presentato un esposto alla procura di Roma su quella che definisce “mattanza sociale”.
Si chiede alla magistratura di accertare se vi siano responsabilità istituzionali dietro la piaga dei suicidi per la crisi economica. Sotto accusa in particolare la politica del governo e i metodi di riscossione delle imposte di Equitalia. “Lo Stato non può fare stalking - ha affermato il presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro -. È una persecuzione assoluta verso chi non può pagare, non verso chi non vuole pagare”. “Equitalia non distingue l'evasore dal moroso - ha affermato il senatore dell'Italia dei valori Stefano Pedica, schierato con l'associazione - Tante persone, tanti imprenditori si uccidono perché si sentono abbandonati dallo Stato”. Secondo la Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna), che ha elaborato i dati con l'istituto Swg, “lo Stato quando si tratta di pagare fa attendere anche fino a 7 mesi. Ma quando poi deve incassare è puntuale come un orologio: è nel Centro Italia che si concentra la gran parte delle imprese che hanno ricevuto, da un anno a questa parte, cartelle esattoriali: ben il 29%. E una su tre è di medie e piccole dimensioni”.

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di GB
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