Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Protestano tutti contro lo stop imposto da Viale Mazzini

Sul bavaglio all'informazione Rai, è protesta dei giornalisti


Sul bavaglio all'informazione Rai, è protesta dei giornalisti
02/03/2010, 09:03

ROMA - La notizia che il consiglio di amministrazione ha deciso che sono sospesi tutti i talk-show per tutto il periodo elettorale è giunta come un fulmine a ciel sereno. Ed è stata una notizia che ha fatto scattare l'ira di tutti i principali conduttori. Giovanni Floris, Michele Santoro, Gianluca Paragone, appoggiati dalla Fnsi, gridano al bavaglio; Bruno Vespa anche si lamenta, ma accusa Santoro come responsabile del provvedimento; Lucia Annunziata, l'unica che non è stata colpita dal provvedimento di chiusura, a condizione che intervisti contemporaneamente una persona per partito, ha deciso che neanche lei andrà in onda, perchè rispettare il regolamento renderebbe impossibile lavorare.
Poi ci sono le manifestazioni di protesta: si comincia stasera a Roma, davanti agli studi Rai di via Teulada, dove si sarebbe dovuto svolgere il programma "Ballarò", alle 20; poi giovedì c'è Michele Santoro che sta progettando di fare una puntata di Annozero da trasmettere via web. Ma anche queste non serviranno a nulla.
Paolo Bonaiuti, portavoce del governo, ha commentato: "Non abbiamo inventato noi la par condicio, anzi l'abbiamo definita legge bavaglio". Ma questa è una affermazione che non corrisponde alla realtà. La par condicio ha un principio: per bloccare lo strapotere berlusconiano sulla TV, dove chi fa opposizione viene cancellato da tutte le reti televisive, almeno in campagna elettorale cerchiamo di mantenere un certo equilibrio. E' chiaro che come principio può andare bene, anche se non viene rispettato: l'anno scorso, in periodo elettorale, la maggioranza di governo aveva dall'80% (Rai3 e La7) a quasi il 100% (Rete4 e Italia1) dello spazio disponibile per la politica in TV. Quest'anno, grazie a questa legge imposta dal centrodestra, andrà anche peggio. Infatti, è stato deciso apposta di estremizzare il principio base della legge; proprio per poter dire: "Visto che succede quando si applica la par condicio? Quindi eliminiamola". In realtà è stato capovolto il principio della legge, che è: tutti devono poter parlare. Invece la Commissione di Vigilanza Rai e poi il CdA della Rai hanno detto: "Nessuno deve poter parlare, tranne i TG che faranno propaganda elettorale per il governo", come fanno abitualmente. E questa è una grave lesione ai diritti democratici dei cittadini italiani.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©