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La Gelmini: "Corte europea ideologizzata"

Sul divieto del crocefisso in aula, il governo farà ricorso


Sul divieto del crocefisso in aula, il governo farà ricorso
03/11/2009, 14:11

La sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha sollevato reazioni molto dure, da parte del governo italiano.
Il Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha detto: "La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione. Nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità".
Per il leader del'Udc Rocco Buttiglione si tratta di "una decisione aberrante da respingere con fermezza". Il sindaco di Roma Gianni Alemanno si dice "estererrefatto per una sentenza che considero folle".
Inceve è concorde con la sentenza Adel Smith, presidente dell'Unione Musulmani Italiani, in quanto risponde ai principi connessi con il concetto di Stato laico.
Sandro Bondi, Ministro della Cultura, attacca le stesse radici dell'Unione Europea: "Queste decisioni ci allontanano dall'idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo passo il fallimento politico è inevitabile".
PierFerdinando Casini, leader dell'UdC, è sulla stessa falsariga: "È la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa".
Alessandra Mussolini va addirittura oltre, nella sua intransigenza: "A questo punto è urgente e necessario inserire le radici cristiane nella Costituzione italiana".
Favorevole invece Paolo Ferrero, leader dei Comunisti italiani: "Esprimo un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna". Come anche Piergiorgio Bergonzi, responsabile per la scuola dei Comunisti italiani: "È un forte monito per riaffermare il valore della laicità della scuola e dello Stato".
Anche Raffaele Carcano, Segretario Nazionale dell'UAAR (Unione Agnostici e Atei Razionalisti) non nasconde il proprio compiacimento: "Un grande giorno per la laicità italiana. Siamo dovuti ricorrere all`Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano trova conferma".

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di Antonio Rispoli
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