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Napolitano: “Importante l’incontro di venerdì"

Sulcis, Napolitano: “Partecipe alle loro ansie”


Nella foto i minatori della Carbonsulcis
Nella foto i minatori della Carbonsulcis
29/08/2012, 20:44

GONNESA ( Carbonia Iglesias) – Da ormai quattro giorni sottoterra, i minatori della Carbosulcis, sono esasperati e pronti a tutto pur di giungere ad una soluzione definitiva.  Dopo il gesto disperato di uno dei minatori che – durante una conferenza stampa si è tagliato le vene del polso, ecco intervenire il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si dice “partecipe alle loro ansie”.
"Vorrei che i minatori del Sulcis, impegnati in una prova durissima, sapessero come mi senta profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie. Capisco fino in fondo la volontà di lotta che manifestano per una causa di vitale importanza per ciascuno di essi e per le famiglie" – dichiara Napolitano.
Secondo il Presidente della Repubblica, di vitale importanza è l’incontro di venerdì prossimo: "Ritengo che l'incontro in sede nazionale debba costituire un'occasione di bilancio delle verifiche e delle esplorazioni già compiute, e dare prime risposte che possano trasmettere serenità e fiducia in un momento così drammatico specie per i lavoratori raccoltisi nella profondità della miniera".
Dalla profonda miniera in cui si trovano, arrivano solo i giornali che parlano della loro protesta. Il telefono di cantiere attende reazioni da Cagliari e da Roma ma almeno fino a questo momento tutto tace.
I minatori non hanno alcuna intenzione di lasciare il pozzo, tanto da aver allestito una sala di fortuna con tavolacci e cavalletti e brande in legno.  Il segretario provinciale della Uil Mario Crò ha lanciato un appello alla calma. "Quanto successo stamattina è preoccupante - ha detto ai cronisti - invito tutti alla calma, è necessario tornare alla ragione".
Della loro esasperazione ha parlato anche Giancarlo Sau, della Rsu Cgil, spiegando alla stampa il perché della convocazione di cronisti, fotografi e cineoperatori giù, dove si trovano, nella miniera. "Siamo pronti a tutto - ha detto indicando col dito la stanza blindata dove sono stivati oltre 690 chili di esplosivo e 1.221 detonatori -. E' il momento de 'sa bruvura' (polvere da sparo, esplosivo in sardo)", ha aggiunto senza precisare altro. L'azione di Meletti ha fatto precipitare la situazione. Dopo momenti di caos e tensione, i giornalisti sono stati fatti allontanare e invitati a risalire in ascensore lungo il pozzo per tornare alla luce del sole. I minatori, invece, restano lì, a -373 metri.

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di Erika Noschese
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