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Sull'isola d'Ischia, EAV Bus allo sfascio


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Sull'isola d'Ischia, EAV Bus allo sfascio
07/11/2012, 09:41

In queste frasi amare di Luigi Pisani, autista della società di trasporto pubblico terrestre Eav Bus dell’isola d’Ischia, sta l’essenza del fallimento di un’azienda che ormai non riesce più a dare continuità al diritto alla mobilità di residenti e turisti. Quello che in via Michele Mazzella dovrebbe rappresentare il parcheggio del parco macchine dell’Eav Bus, è diventato un lugubre cimitero dei pullman che una volta venivano utilizzati per coprire le tratte dei sei comuni isolani e che ora risultano completamente fuori uso. La cosa rincresciosa è che la situazione al momento è destinata a peggiorare visto che da Napoli non giungono neppure più i pezzi di ricambio per riparare i bus guasti come ci ha dichiarato, tra l’altro, Michele Cava. Per il servizio carente e a tratti addirittura inesistente su alcune linee, gli autisti dell’Eav Bus spesso sono oggetti di feroci critiche da parte degli utenti come ci ha raccontato Pasquale Di Iorio il quale ci ha anche detto che non hanno ancora ricevuto l’ultimo stipendio. Intanto i lavoratori si sentono letteralmente abbandonati dalle Istituzioni e chiedono la sensibilizzazioni delle forze politiche. Responsabile politico dello sfascio dell’Eav Bus è la Giunta della regione Campania e, in questo caso, in modo particolare un isolano. Domenico De Siano del PDL, consigliere regionale di maggioranza e Presidente della IV Commissione trasporti. E pensare che l’attuale Consigliere comunale di maggioranza del Comune di Lacco Ameno e Consigliere provinciale e regionale del Partito di Berlusconi nelle scorse elezioni per prendere voti coniò lo slogan “se conto io conti anche tu”. Visto che nonostante la messe di voti ottenuta neppure De Siano riesce a contare nulla all’interno delle Istituzioni in cui è stato eletto, come potrebbero contare gli ischitani che lo hanno votato? Cittadini dell’isola d’Ischia ai quali a questo punto non resta altro da fare che pentirsi per avergli accordato la propria fiducia elettorale.

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di Gennaro Savio
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