Cronaca / Nera

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Preso La Causa, latitante, reggente del clan Santapaola

Summit di mafia: 7 arresti, tra cui il ‘capo dei capi’ di Catania


Summit di mafia: 7 arresti, tra cui il ‘capo dei capi’ di Catania
08/10/2009, 21:10

Colpo grosso dei carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Catania, che questa sera hanno interrotto un summit di mafia arrestando sette persone, tra cui Santo La Causa (nella foto), 44 anni, ritenuto il reggente del clan Santapaola e inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi. Latitante anche un altro degli arrestati, Carmelo Puglisi, 33 anni, il cui nome compare nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi; anche lui sarebbe ai vertici del clan Santapaola-Ercolano. La Causa, in particolare, è stato indicato da diversi pentiti come il “capo di tutti i gruppi di Cosa nostra a Catania”, nominato reggente dai capi detenuti in carcere. . Era il collettore delle estorsioni, assegnava stipendi e avvicinava parenti dei pentiti per convincerli ad interrompere la collaborazione. Era, secondo un collaboratore di giustizia, “uno in grado di far tremare Catania, per carisma e intelligenza”.
Puglisi si era reso irreperibile dall’ottobre del 2007, quando sfuggì all’operazione scattata dopo tre attentati in cantieri edili dell’imprenditore Andrea Vecchio, che si era opposto ad una richiesta di estorsione rendendo anche pubblico il suo ‘no’ al racket. Per quegli episodi Puglisi è stato rinviato a giudizio mentre un suo presunto complice, Luciano Musumeci, è stato condannato a 8 anni e 8 mesi di reclusione per tentativo di estorsione. Secondo l'accusa Puglisi e Musumeci sarebbero stati vicini ad Angelo Santapaola, nipote del capomafia Benedetto, che avrebbe 'accelerato' la sua crescita nel suo clan ma che per l'eccessiva 'visibilita'' delle sue azioni e per le sue sempre piu' crescenti ambizioni sarebbe stato ucciso, assieme al suo guardaspalle, Nicola Sedici, proprio dalla sua cosca.
Il procuratore capo Vincenzo D’Agata ha sottolineato che si trattava di “un summit di altissimo livello”. I carabinieri, - ha spiegato all’Ansa, - con una brillante operazione di intelligence e investigativa hanno fermati i vertici della famiglia Santapaola di Catania. Hanno catturato il superlatitante La Causa, ma anche personaggi di altissimo spessore come Carmelo Puglisi. Stiamo valutando la posizione di personaggi di primissimo piano nella Cosa nostra etnea come Enzo Aiello e Venerando Cristaldi”. “Da tempo, - ha proseguito D’Agata, - registrato delle fibrillazioni all'interno della cosca Santapaola per la crescita eccessiva della cosa rivale dei Cappello in città. Un summit di questa portata significa che si stavano studiando strategie di risposta di altissimo livello”.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha contattato il Generale di Corpo d’Armata Leonardo Gallitelli, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, per complimentarsi per la brillante operazione. “Ancora un successo, - ha dichiarato La Russa, - che conferma e rafforza la fiducia dei cittadini verso l’Arma dei Carabinieri, non a caso definita Benemerita. La tenacia investigativa e le grandi capacità operative degli uomini dell’Arma hanno dato i loro frutti: gli italiani sono orgogliosi dei loro Carabinieri!”.
Attestati di stima sono arrivati anche dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ha raggiunto telefonicamente il generale Gallitelli. “La cattura di La Causa e Puglisi, - si legge in una nota del Ministero, - è una delle più belle operazioni degli ultimi venti anni fatta nella Sicilia orientale”.

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di Nico Falco
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