Cronaca / Nera

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Operazione della DIA di Napoli, confiscati beni per 110 mln

Supervilla della malavita sequestrata al clan Belforte

Smantellato l'impero economico di Salvatore "ò sergente"

Supervilla della malavita sequestrata al clan Belforte
05/08/2011, 09:08

La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha dato esecuzione ad un decreto di confisca di beni e consistenze economiche, del valore complessivo di 110 milioni di euro, riconducibili a BELFORTE Salvatore, 50enne di Marcianise, esponente apicale dell’omonima organizzazione criminale collegata al clan dei “casalesi”.

Il provvedimento ablativo, emesso dalla Sez. Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) su proposta avanzata dal Direttore della D.I.A., rappresenta un importante risultato nell’azione di aggressione ai patrimoni illecitamente costituiti dalle organizzazioni mafiose, svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia attraverso complesse ed articolate indagini di natura economico-patrimoniale.

Infatti, il clan camorristico “BELFORTE”, alias “Mazzacane”, è considerato un gruppo di primo piano nella realtà criminale casertana, particolarmente attivo nei territori di Marcianise e dei comuni limitrofi. In tale contesto criminale, BELFORTE Salvatore, fratello del capo clan Domenico, è da sempre considerato il braccio armato dell’organizzazione, un killer violento ed impulsivo.

In particolare, le attività investigative svolte dal Centro Operativo della D.I.A. di Napoli, alla base dell’odierno decreto di confisca, hanno consentito di svelare che l’imprenditore TARTAGLIONE Salvatore, soprannominato “ò sergente”, incensurato, figurando quale “prestanome” in investimenti di varia natura, era il principale referente per gli interessi economici del clan Belforte.

L’analisi dei flussi finanziari e degli incrementi economici realizzati dal TARTAGLIONE ha dimostrato che il predetto aveva realizzato un significativo e consistente incremento patrimoniale proprio in epoca prossima al consolidamento di rapporti affaristici con BELFORTE Salvatore ed all’instaurarsi del loro legame “professionale”.

Gli accertamenti patrimoniali, supportati dalle risultanze delle investigazioni giudiziarie, hanno comprovato che il BELFORTE reimpiegava i proventi di attività criminose in acquisti di beni immobili e di attività commerciali, attribuendoli fittiziamente, al fine di eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali, al prestanome TARTAGLIONE Salvatore ed ai suoi familiari.

Con il provvedimento ablativo sono stati confiscati al BELFORTE oltre 60 immobili, tra cui figurano interi stabili con decine di appartamenti, una villa di pregio con ampio parco e piscina sita in Caserta ed acquistata dal TARTAGLIONE ad una asta pubblica, 8 appezzamenti di terreno, 8 società e 18 rapporti finanziari, per un valore complessivo di 110 milioni di euro.

Inoltre, al BELFORTE Salvatore, attualmente detenuto, è stato irrogata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di anni 1, in aggravamento agli anni 4 già impostigli con precedente provvedimento.

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di Redazione
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