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Crocifisso unico simbolo ammesso

Suprema Corte: “ La croce non minaccia la libertà religiosa”


Suprema Corte: “ La croce non minaccia la libertà religiosa”
14/03/2011, 16:03

Roma - Il Crocifisso resta l’unico simbolo ammesso negli uffici pubblici, e per esporre simboli di altre fedi sarà necessario che “il legislatore operi una scelta discrezionale che allo stato attuale non esiste”. Con questa dicitura la Corte Suprema di Cassazione ha sciolto definitivamente ogni dubbio sulla permanenza del simbolo della cristianità nelle aule. In maniera particolare gli ermellini erano intervenuti sul caso del giudice Luigi Tosti che aveva rifiutato di entrare in aula in presenza del Cristo crocfisso appeso al muro. Il giudice addirittura aveva chiesto alla Suprema Corte di potere esporre la 'Menorah', simbolo della fede ebraica. I giudici di ‘Palazzaccio’ non solo hanno respinto tale possibilità, ma hanno anche argomentato circa i “possibili conflitti” che potrebbero nascere dall’esposizione di più simboli religiosi. Per la Suprema Corte, "Tale scelta legislativa presuppone che siano valutati una pluralità di profili, primi tra tutti la praticabilità concreta ed il bilanciamento tra l'esercizio della libertà religiosa da parte degli utenti di un luogo pubblico con l'analogo esercizio della libertà religiosa negativa da parte dell'ateo o del non credente, nonché il bilanciamento tra garanzia del pluralismo e possibili conflitti tra una pluralità di identità religiose tra loro incompatibili". In ultima analisi l’esposizione del crocifisso in pubblico non può essere avvertito come un pericolo per le altre religioni, o come una limitazione per chi non è cristiano. E’ questo il sunto della sentenza 5924 con la quale la Cassazione ha confermato la rimozione dalla Magistratura del giudice di Camerino, Luigi Tosti. “La presenza di un crocifisso non costituisce una minaccia necessariamente per tutti quelli che frequentano un'aula di giustizia”.

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di Rosario Lavorgna
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