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Manganelli: "Prenderemo i colpevoli"

Svolta a Brindisi: preso l'attentatore, è un benzinaio

Esclusa la pista mafia e degli anarcoinsurrezionalisti

Svolta a Brindisi: preso l'attentatore, è un benzinaio
06/06/2012, 22:06

ROMA - Potrebbe arrivare già nelle prossime ore la svolta nelle indagini sull'attentato avvenuto il 19 maggio alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi, nel quale è morta la sedicenne Melissa Bassi e sono state ferite cinque studentesse. Lo apprende l'ANSA da fonti qualificate. 
Motivi di vendetta personale avrebbero spinto l'attentatore della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Ma alla vendetta la scuola dove ha perso a vita la 16enne di Mesagne (Brindisi), Melissa Bassi e cinque studentesse sono rimaste ferite, non era il vero obiettivo dello stragista. L'uomo ce l'aveva con la giustizia, per un torto a suo dire subito, per via di un non meglio indicato processo. Il tribunale, però, non poteva colpirlo perché lo avrebbero subito scoperto e per qualche motivo, ha ripiegato sulla scuola. Forse solo perché intitolata alla coppia di magistrati. E' la nuova ipotesi emersa per spiegare l'attentato, a margine dell'interrogatorio cui è stato sottoposto sino a poco fa in Questura a Lecce, il benzinaio 68enne di Copertino (Lecce), che si chiama Giovanni Vantaggiato, al quale gli investigatori sono risaliti grazie alle riprese della sua auto, da parte delle telecamere della scuola. La mattina di sabato 19 maggio, prima del terribile attentato delle ore 8 circa.
L'attentato di Brindisi non è opera né della mafia né degli anarcoinsurrezionalisti, ha detto il capo della Polizia, Antonio Manganelli, rivelando che il giorno della tragedia “I detenuti della Sacra Corona Unita hanno fatto un telegramma di solidarietà alla famiglia di Melissa: un segnale specifico per dire noi non ci entriamo”. E anche per quanto riguarda la Fai "faccio fatica a immaginare" che sia opera loro un attentato così vigliacco". "Arriveremo a chi è stato", ha garantito il capo della Polizia. "Ho sentito molte sciocchezze", ha proseguito il capo della Polizia nel corso del suo intervento alla Scuola di Polizia interforze, sull'attentato di Brindisi ricordando che la mafia "non è oggi in condizione di porsi in contrasto con lo Stato" né tanto meno si può parlare di Br risorte. "Ci troviamo a fare i conti con un'indagine che deve dare risposte - ha aggiunto - e quando sapremo chi è stato sapremo anche la matrice. E a chi è stato ci arriveremo". "Noi lavoreremo ancora di più per scoprire i fatti - ha concluso - e fermare gli autori".

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di Valerio Esca
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