Cronaca / Sesso

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La coppia rintracciata grazie alle tracce telefoniche

Svolta Caffarella: arrestati due romeni incastrati dal Dna


Svolta Caffarella: arrestati due romeni incastrati dal Dna
20/03/2009, 17:03

Rintracciati grazie alle tracce telefoniche, incastrati dal Dna. Sono altri due romeni di 18 e 27 anni i sospettati per lo stupro della Caffarella, arrestati dagli agenti poche ore fa. Dettagli non sono stati ancora forniti, in attesa della conferenza stampa attualmente in corso, ma pare che per arrivare a loro siano state seguite le tracce lasciate dai telefoni cellulari rubati alle vittime. I telefoni erano rimasti muti per parecchi giorni ma poi avevano improvvisamente ripreso a funzionare. Probabile che i responsabili dello stupro e della rapina li avessero venduti a qualche ricettatore e da lì siano arrivati a nuove persone che, non conoscendone la provenienza, avessero cominciato ad usarli.

Per ora, quel che è noto è che il profilo genetico dei due romeni arrestati corrisponde alle tracce rivenute sui reperti della Caffarella. L’esame del Dna è già stato fatto e non lascerebbe spazio a dubbi.

Intanto, ormai scagionati dallo stesso esame, restano ancora in carcere Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz, le due persone, anch’esse romene, arrestate pochi giorni dopo l’episodio. Il tribunale del Riesame ha ritenuto non sufficienti gli elementi a loro carico, ma entrambi non hanno potuto lasciare Regina Coeli: Racz è ancora sospettato dello stupro di Primavalle, datato 29 gennaio, mentre Loyos dovrà rispondere dell’accusa di calunnia verso gli agenti romeni che hanno collaborato con le indagini, avendo dichiarato di essere stato da loro percosso al fine di ottenere una confessione.

I CELLULARI erano rimasti per molto tempo spenti. Le schede erano state gettate via, ma gli investigatori potevano comunque rintracciarli seguendo il segnale emesso dagli apparecchi. Quando hanno ripreso a funzionare, molto tempo dopo, sono stati scovati. Uno era a Roma, l’altro era arrivato in Romania. Sono così scattate le intercettazioni, coperte dal più stretto riserbo per non compromettere le indagini. Gli agenti sono così arrivati ad un gruppo di albanesi, il cui ruolo non è però ancora chiaro: potrebbe trattarsi di persone che hanno contatti con i due stupratori, o di ricettatori ed acquirenti dei cellulari rubati. Oggi, la svolta con l’arresto dei due romeni.
 

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di Nico Falco
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