Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Giornata di mobilitazione nazionale

Tagli, studenti ancora in piazza

Cortei alla sede romana del Parlamento Europeo

Tagli, studenti ancora in piazza
12/10/2012, 09:39

ROMA – Non si sono arresi di fronte alla pioggia battente e sono comunque scesi in piazza a “battersi” per il proprio futuro. Sono gli studenti che hanno aderito alla giornata di mobilitazione nazionale, indetta per oggi questa estate: l’obiettivo è accendere i riflettori sulla scuola italiana. “Manifestiamo - specifica un comunicato della rete della Conoscenza - contro la svendita della scuola pubblica e la distruzione dell'università. Questo sarà un autunno di mobilitazione intenso”.

Di mira è stata presa la sede romana del Parlamento Europeo. “Sul nostro striscione questa mattina c'è scritto: Una scuola di qualità ce la chiede l'Europa – spiega Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli studenti medi - finora governo e politici hanno tirato fuori la bandiera del <ce lo chiede l'Europa> solo quando si tratta di sacrifici economici, in modo strumentale e volendo negare un'altra idea di Europa: la nostra. L'Europa ci chiede anche di ridurre gli abbandoni scolastici del 10%, di aumentare il numero dei laureati, di raggiungere il traguardo dell'85% dei 22enni diplomati, l'Europa ci chiede una sistema d'Istruzione di qualità”.

E in piazza oggi, a sentire Roberto Campanelli coordinatore nazionale dell'Unione degli studenti, si manifesta anche per dimostrare contrarietà al Pdl 953 (ex Aprea) che eliminerebbe le rappresentanze studentesche dai consigli d'istituto, limitando gli spazi di democrazia già ampiamente ridotti nelle scuole negli ultimi anni e permetterebbe ai privati di entrare nelle scuole.

Per tutta la giornata sono attese nelle principali piazze italiane azioni comunicative. “Il nostro scopo - precisa il comunicato del movimento studentesco - per porre davanti agli occhi del Paese, la drammaticità della condizione studentesca, colpita da questa crisi come non mai, ma anche il riscatto e la voglia di cambiare scuole e università, con un vero processo democratico, costruito dal basso”.  

Commenta Stampa
di Rossella Marino
Riproduzione riservata ©