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La Sepsa rassicura: "E' in regola"

Tangenti:"Il ponte peggio di così non può stare. Consegniamolo"


Tangenti:'Il ponte peggio di così non può stare. Consegniamolo'
07/07/2010, 15:07

QUARTO —  Costruisce ponti e inganna l’azienda, non tenendo conto delle conseguenze possibili. Grazie a delle intercettazioni che hanno smascherato le tecniche di “costruzione” del ponte SEPSA, sotto al quale passa un numero infinito di auto ogni giorno, in transito da Quarto a Pozzuoli. Ieri la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni ed arresti, nell’ambito dell’inchiesta su appalti pilotati dai dirigenti Trenitalia. Un’intercettazione svela la storia di Quarto.  
Si tratta di una telefonata avvenuta il 27 maggio scorso tra Giovanni De Luca, titolare della FD Costruzioni, e l’ing. Salvatore Di Lillo. Al centro della loro chiacchierata la verifica tecnica del ponte di Quarto, appartenente ad un gruppo estraneo a Trenitalia.
Una richiesta quella del costruttore, tesa a verificare gli attacchi dei bulloni, per poter così consegnare il ponte. L’ingegnere ha bisogno di quasi due mesi, uno e mezzo per la precisione, per preparare tutto l’incartamento. Per De Luca il tempo è troppo lungo, perché doveva essere consegnato il ponte entro settembre dello stesso anno, anche per rispettare una promessa fatta al sindaco Secone.
Di Lillo è preoccupato. “Se poi cade il treno, la firma sul foglio di chi è?”, precisa riferendosi al collaudatore.  De Luca aggiunge: “Il disegno è di un altro ponte”. Per Di Lillo non è possibile farlo: “Tu tieni la trave saldata in testa e l’angolare sopra, come “cazzo” si calcola sta cosa?”.
Qui arriva il tratto da brivido, la leggerezza del costruttore: “Facci un pezzotto, una cosa veloce veloce”.
Il ponte di Quarto non corrisponde al progetto del collaudo, ma va comunque approvato e consegnato, pur di incassare.
Ma De Lillo ha paura: “Se il treno va giù la firma sotto la scheda tecnica è mia”, dall’altro capo del telefono De Luca tenta di tranquillizzarlo: “No, quello è un treno tipo A; se passa la funicolare sopra è pure assai, stiamo tranquilli”. E aggiunge: “Questa è una cosa che ti pago io a parte, ti pago però... risolvimi questo problema perchè sennò questi... perchè noi a settembre dobbiamo usare il ponte”. Poi conclude dicendo: “Salvatore, noi prima chiudiamo e prima ci togliamo la rogna davanti”.
Per loro solo una rogna, un problema da togliersi dai piedi, sotto pagamento si intende. Senza scrupoli, senza se e senza ma.
Qualche minuto dopo De Luca richiama Di Lillo e chiede se la «relazione dei calcoli» può firmarla da sé per non compromettere nessuno. “Sì - risponde Di Lillo - li puoi firmare anche tu” . E più in là aggiunge: “Io non inguaio me...”.
E De Luca risponde: “Tanto peggio di come sta quel ponte non può stare”.
Di Lillo prende quindi a enumerare i problemi del ponte: “No - dice - quello il problema serio di questo ponte sai qual è, sono quelle prime due travi inclinate”, “che non tengono i bulloni”, “e poi i rinforzi là non sono stati messi dove dovevano essere messi”.
Il ponte, nonostante il collaudo, non sarebbe dunque sicuro, stando alle intercettazioni. Ma la Sepsa ha rassicurato, sollecitata dal primo cittadino di Quarto.  Lo scorso ottobre è avvenuta l’inaugurazione. Dopo la rivelazione dell’intercettazioni, e l’ordinanza di custodia emessa dal gip Luigi Giordano su richiesta dei pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock nei confronti di De Luca e Di Lillo, il sindaco di Quarto, Sauro Secone ha mostrato il suo sgomento.  «Leggere quelle parole mi indigna e mi lascia sgomento come sindaco e, innanzitutto, come cittadino di Quarto – dice il sindaco Sauro Secone, nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza al Comune– Grazie al preziosissimo contributo arrivato dalle intercettazioni, strumento fondamentale per le indagini, siamo venuti a sapere di questa conversazione che per certi aspetti inquieta molto di più di quella famosa telefonata intercettata la notte del sisma in Abruzzo. Lì si parlava a tragedia ancora calda di come lucrare, mentre qui, dalle intercettazioni pubblicate dai giornali, apprendo che si parla a cuor leggero di un ponte che potrebbe crollare, facendo potenzialmente scatenare una tragedia.  
Ho immediatamente allertato i tecnici comunali e chiesto spiegazioni all’avvocato Bianco, amministratore unico della società Sepsa.
Nella tarda mattinata ho ricevuto una nota ufficiale di risposta da parte della Sepsa nella quale l’avvocato Bianco mi rassicura, confermandomi «la sicurezza indiscutibile della struttura per la quale non si ritiene doversi procedere a verifiche o controlli, che sarebbero assolutamente superflui perché ripetitivi».
Dunque il ponte sarebbe sicuro.
“Prendo atto di questa rassicurazione e vedremo, adesso, quali saranno le decisioni che prenderanno i giudici che indagano sulla vicenda. In questo momento non vogliamo assolutamente creare inutili allarmismi- ha continuato Secone-  ci affidiamo alla competenza dei tecnici incaricati dalla Procura ed ai magistrati che stanno indagando ed ai quali va il nostro grazie per il lavoro compiuto. Grazie anche alle intercettazioni ed alla possibilità di pubblicarle sui giornali abbiamo letto questo dialogo raccapricciante, in cui si parla di «travi inclinate che non tengono i bulloni del ponte» e poi di «rinforzi che non sono stati messi là dove dovevano essere messi» e chiediamo a magistratura e forze dell’ordine di fare piena luce su una vicenda che, se fosse confermata dal prosieguo delle indagini, sarebbe molto più grave dello scandalo delle telefonate intercettate la notte del sisma”.

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di Elisabetta Froncillo
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