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I 500mila euro “un prestito per rimettersi in carregiata"

Tarantini ai Pm, un aiuto economico ricevuto dal Cavaliere


Tarantini ai Pm,  un aiuto economico ricevuto dal Cavaliere
04/09/2011, 09:09

NAPOLI – L’interrogatorio  fiume, di Gianpaolo Tarantini, durate più di sei ore, alla presenza dei pm, serve al rampante e giovane imprenditore pugliese solo a ribadire ciò che aveva affermato in una memoria difensiva preparata 24 ore prima dell’arresto, ovvero :  il giornalista Valter Lavitola  avrebbe approfittato  della sua buonafede, raggirandolo, e che i 500mila euro avuti da Silvio Berlusconi “erano soltanto un prestito per rimettersi in carreggiata” e per pagare debiti “non onorati” a Bari.
Secondo Tarantini Soldi ottenuti grazie al buon cuore del presidente del Consiglio, per il quale erano “un atto di liberalità” e con il quale ha avuto un incontro a Villa San Martino nel marzo 2011 alla presenza dello stesso Lavitola. Ma lui li avrebbe certamente restituiti una volta ripresosi dalle difficoltà finanziarie che lo assillano.
LE INDAGINI
Gianpaolo Tarantini (foto in alto) è stato arrestato insieme con la moglie Angela Devenuto con l'accusa di estorsione ai danni di Silvio Berlsuconi. Il premier sarebbe stato indotto a pagare per evitare il cambio di strategia processuale da parte di Tarantini, indagato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione per aver portato ragazze nelle residenze del presidente del Consiglio.  
Valter Lavitola editore e direttore dell'«Avanti!», è considerato dai Pm di Napoli la "mente" del piano di ricatto al premier. È stato dichiarato latitante dalla giustizia italiana: ha fatto sapere di trovarsi all'estero (sembra tra Brasile, Panama e Messico) per motivi di lavoro.  

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di Rosario Scavetta
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