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Martina Franca

Taranto: Bimbi maltrattati e schiaffeggiati in un Asilo

Sospese 2 maestre

Taranto: Bimbi maltrattati e schiaffeggiati in un Asilo
14/03/2012, 20:03

TARANTO -   Scoperto a Martina Franca nei pressi di Taranto l'ennesimo caso di violenza in una scuola materna.
Le vittime sono bambini di eta' compresa tra i 5 ed 3 anni. Secondo quanto acccertato, le vessazioni cui sarebbero stati sottoposti avrebbe compromomesso il loro equilibrio psichico. Le indagini sono partite nei mesi scorsi a seguito delle denunce effettuate da alcuni genitori che lamentavano maltrattamenti ai propri figli avvenuti all'interno di quella scuola.Due maestre, rispettivamente di 51 e 60 anni ,sono state sospese dal servizio in esecuzione di un'ordinanza del gip di Taranto Patrizia Todisco per presunti maltrammenti sui bambini.
Le indagini, condotte dalla polizia, sono scattate dopo la denuncia di una madre di uno dei piccoli che frequentavano l'asilo: secondo quanto riferito dalla donna il bambino da qualche tempo non andava piu' volentieri a scuola perche' diceva di prendere le botte. Secondo gli accertamenti degli investigatori, che hanno ascoltato i bambini in ambienti protetti, in almeno tre casi i piccoli, di eta' compresa tra i tre e i cinque anni, sarebbero stati schiaffeggiati solo per aver buttato a terra dei giochi. In uno dei casi accertati dagli investigatori, una maestra avrebbe colpito uno dei bambini alla testa con un secchio. In un altro episodio invece un bambino ha riferito di essere stato sgridato dalle maestre perche' 'colpevole' di essere mancino. Dopo aver raccolto quelli che gli investigatori definiscono "elementi di prova inoppugnabili", le maestre sono state sospese dall'attivita'.
Questo è l'ultimo ma non il solo caso di maltrattamenti in scuole materne avvenuto negli ultimi anni.
Il fatto piu' eclatante a Pistoia. E' la mattina del 2 dicembre 2009, quando la squadra mobile arresta, per maltrattamenti sui bambini, la titolare dell'asilo 'Cip Ciop' e una giovane maestra. Gli investigatori avevano piazzato delle telecamere nascoste nell'asilo, a seguito della denuncia di alcuni genitori, insospettiti dai comportamenti dei loro figli.Bambini picchiati, chiusi nel bagno al buio per ore, fuori dalle aule al freddo, costretti a stare immobili e in silenzio e addirittura a mangiare il cibo vomitato. A far scattare gli arresti, l'ultimo episodio finito sotto gli occhi delle telecamere nascoste: un bambino di otto mesi vomita, la titolare della struttura lo colpisce con due schiaffi alla nuca che fanno cadere il piccolo sul vomito, poi la donna lo solleva prendendolo per un braccio in malo modo. E' la scena ripresa dalle telecamere che fa scattare il blitz degli agenti. A settembre la Procura di Firenze apre un fascicolo, iscrivendo nel registro degli indagati due maestre di un asilo della provincia, accusate di abuso di mezzi di correzione. Si tratta di una maestra e di una supplente, di 59 e 60 anni, che durante il normale orario di lavoro avrebbero maltrattato dei bimbi di cinque anni che le famiglie affidavano loro alcune ore al giorno. Ad aprile 2010 a Militello in Val di Catania, i carabinieri arrestano una maestra di asilo. La donna e' accusata di maltrattamenti nei confronti dei bambini dell'asilo nel quale lavorava. Le indagini vengono avviate dopo le denunce di alcuni genitori che si recano in caserma dopo avere appreso dai figli cosa accadeva in classe. Secondo l'accusa, infatti, la maestra prendeva a schiaffi e spintonava a i suoi alunni, che a volte trascinava tirandoli per i capelli, senza nessun apparente motivo scatenante. A luglio 2010 la Procura di Bolzano avvia un'inchiesta su presunti maltrattamenti avvenuti in un asilo nido della citta'. I maltrattamenti sarebbero iniziati da gennaio dello stesso anno. Alcuni bambini, quando non prendevano sonno, sarebbero stati rinchiusi in una stanza al buio o obbligati a stare fermi su dei lettini con una copertina tirata sino sopra i capelli. In altri casi alcuni bambini sarebbero stati costretti a rimanere per ore su una sedia con il viso rivolto contro un muro. Ad altri ancora le operatrici avrebbero tirato le orecchie con continue minacce di castighi piu' pesanti.

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di Anna Carla Broegg
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