Cronaca / Sangue

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Temeva avesse molestato la figlia 13enne

Taranto: uccide il padre, lo brucia e lo nasconde


Taranto: uccide il padre, lo brucia e lo nasconde
17/09/2010, 17:09

MOTTOLA (TARANTO) - Temeva che il padre, condannato per pedofilia, avesse molestato la figlia 13enne. Per questo, durante una lite l'ha strangolato, poi ne ha bruciato il cadavere e ha nascosto i resti in un bosco.
Tutto inizia lo scorso 13 luglio, quando il Gip di Taranto condanna un 84enne a 6 anni di carcere per aver violentato una nipotina di 13 anni, e la madre della bambina a 6 anni e 8 mesi per aver ricevuto del denaro in cambio dell'organizzazione di questi incontri. Data l'età dell'uomo, gli furono concessi gli arresti domiciliari e fu il figlio 44enne ad andarlo a prendere. Ma la condanna ha fatto sorgere i primi dubbi nel 44enne, che ha una figlia di 13 anni, sul fatto che il padre potesse avere molestato anche la bambina. Da qui una serie di litigi, sempre più violenti. Al termine di uno di questi l'uomo ha strangolato il padre con le proprie mani. Poi ha bruciato il cadavere e ha nascosto i resti presso un vecchio serbatoio di eternit. I familiari ne avevano denunciato la scomparsa da settimane, ma solo ieri il 44enne ha deciso di andare a confessare il delitto, rivelando anche dove si trovassero i resti del cadavere

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di Antonio Rispoli
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