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TAV vs NO TAV: Presidi contro gli arresti davanti alle carceri


TAV vs NO TAV:  Presidi contro gli arresti davanti alle carceri
12/02/2012, 21:02

Gruppi di No Tav hanno manifestato oggi davanti ad alcune delle carceri del Piemonte dove sono rinchiusi gli attivisti arrestati dalla polizia nell'inchiesta sugli scontri dell'estate scorsa in Valle di Susa, e a Genova si è svolta una manifestazione.
 Con l'iniziativa hanno voluto portare solidarietà ai loro compagni. A Ivrea (Torino) si sono radunati una quarantina di dimostranti appartenenti al movimento No Tav del Canavese e del centro sociale eporediese Il Castellazzo. ''Siamo qui e davanti ad altre carceri - ha detto Pamela, del comitato Ivrea e Canavese - per protestare contro i piani scellerati della Tav e del Capitalismo. Per noi l'opera Tav è inutile e di fronte alla crisi economica la borghesia vuol portare avanti un progetto di questo tipo. Ma per fortuna i residenti della Val di Susa tengono duro e molti di noi sono stati ingiustamente incarcerati per la sola colpa di portare avanti il loro ideale''. Un presidio analogo si è svolto davanti al carcere di Alessandria con i militanti provvisti di striscioni e bandiere.
-''Sono orgoglioso di questo corteo, dimostra che ci sono tante persone che la pensano come mio figlio''. A parlare e' Massimo Filippi, il padre di Gabriele, il giovane genovese arrestato per gli scontri tra polizia e no Tav della scorsa estate. Anche lui ha preso parte, oggi pomeriggio a Genova, al corteo per chiederne la liberazione. ''Chiedo soltanto che mio figlio torni a casa'', dice il papà. ''Le violenze della Valsusa? C'erano i manifestanti, ma anche la polizia, ma in carcere sono finiti solo i manifestanti'', è lo sfogo del genitore. La manifestazione, a cui hanno preso parte circa 500 persone, si è snodata da piazza De Ferrari, nel centro di Genova, al carcere di Marassi, dove Gabriele Filippi è detenuto. Al termine sono stati sparati alcuni razzi luminosi che per errore sono finiti sul tetto di una abitazione e su un'auto parcheggiata. L'intervento dei vigili del fuoco è stato immediato e i danni, in entrambi i casi, sono stati lievi.
- "E' importante essere qui - ha detto Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il giovane ucciso durante gli scontri di piazza avvenuti a Genova durante il G8 del 2001 - come in tutte le manifestazioni che rivendicano diritti democratici. In particolare - ha aggiunto - mi pare un pò folle considerare un terrorista un ragazzo che ha aiutato i genovesi durante l'alluvione. Piu' in generale, il problema e' far arretrare questa logica repressiva che che continua ad impedire che si possano riaffermare i diritti delle persone deboli". Alla manifestazione ha partecipato anche Heidi Giuliani. In via del Faggio, una strada che costeggia lateralmente l'istituto penitenziario, e' iniziato un sit in. Sulle ringhiere sono stati appesi gli striscioni della manifestazione. Un petardo e' stato lanciato oltre il muro del carcere. "Gabri, siamo qui per te - ha gridato un manifestante - e per tutti i compagni arrestati. Gabri libero. Liberi tutti ".
- "Rischia di crearsi un clima non facile attorno alla Procura di Torino, alla Digos e agli uffici di polizia che hanno operato gli arresti dei No Tav". E' quanto sostiene Massimo Montebove, consigliere nazionale per il Piemonte del sindacato di polizia Sap. Secondo Montebove, "l'ovvia conferma delle misure in carcere dei soggetti piu' violenti e l'avvicinarsi dei processi, dove ci costituiremo parte civile con l'obiettivo di far infliggere una punizione esemplare anche dal punto di vista economico, stanno 'agitando' l'ala piu' dura del movimento, che evidentemente riteneva fino ad oggi di poter vivere di impunità e immunità". "Un messaggio deve arrivare chiarissimo a questi violenti che hanno devastato la Valdisusa e ferito poliziotti - aggiunge il sindacalista - noi non ci fermeremo e nessuna minaccia potrà intimidire magistrati e forze dell'ordine. Nei prossimi giorni - annuncia inoltre il consigliere Sap - avvieremo i primi concreti passi per la costituzione di parte civile, la nostra 'class action', con gli avvocati del Foro di Torino, Pierfranco Bertolino e Alfredo Caviglione" .

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di Anna Carla Broegg
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