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La protesta dilaga. Cittadini contro politici: dimettetevi

Taverna del Re non si piega: "I rifiuti di Napoli? No, grazie"



Taverna del Re non si piega: 'I rifiuti di Napoli? No, grazie'
31/10/2010, 00:10

GIUGLIANO (NAPOLI) - “La vostra solidarietà non ci interessa. Anche le guardie sono solidali con noi, ma vogliono far passare i camion della mondezza e ci picchiano. Vogliamo atti politici, non pacche sulle spalle: se siete con noi dimettetevi”. La pasionaria Lucia De Cicco è seduta su una sedia di plastica bianca e non ha intenzione di muoversi da lì: cammina con le stampelle, perché la polizia - racconta - il giorno prima l’ha strattonata sull’asfalto per permettere ai compattatori di sversare nel sito di Taverna del Re. Lei, come in tanti a Giugliano, non ha intenzione di mollare. Dopo tutto l’appellativo di pasionaria se l’è cucito addosso due anni fa, quando rimase ustionata nel tentativo di darsi fuoco davanti all’entrata della discarica di Giugliano, e non vuole battere in ritirata proprio ora che l’emergenza rifiuti è tornata prepotentemente a minacciare la sua terra.
Stesso posto, stesso film, stesse persone che protestano. Esasperate, ma soprattutto più incavolate di prima, perché stavolta il piano che prevede il conferimento dei rifiuti dalla vicina Napoli l’ha accettato anche il sindaco del Pdl di Giugliano, lo stravotato Giovanni Pianese.
Quando il suo vice s’avvicina al blocco fatto di uomini e donne che tenta di ostacolare i compattatori Asìa, il clima si surriscalda. “Della vostra solidarietà non sappiamo che farcene, dimettetevi! – sbotta Lucia – Avete accettato senza fiatare il piano di Giggino ‘a purpetta”.
Giggino ‘a purpetta, al secolo Luigi Cesaro, è il presidente della Provincia di Napoli sott’accusa in questa protesta che dista quasi cinquanta chilometri da quella che sta infiammando i paesi Vesuviani. È stato il numero uno di palazzo Matteotti ad individuare come sito per lo sversamento la discarica di Taverna del Re ed è lui che, secondo il piano di provincializzazione per il ciclo di raccolta, ha carta bianca. Le promesse di appena due anni fa, però, riecheggiano ancora nelle menti dei giuglianesi. “Nell’accordo del 2008 firmato dal premier Berlusconi e da Guido Bertolaso – fa notare, carte alla mano, il coordinatore dei Verdi Francesco Emilio Borrellipromisero ai cittadini che questo sito sarebbe stato chiuso e che avrebbero smaltito i sei milioni di eco balle presenti in esso. Non hanno mai mantenuto le promesse”.
Memoria corta, verrebbe da dire. Ma i cittadini di Giugliano quell’accordo stipulato in Prefettura lo ricordano, eccome. Ed ora chiedono ai loro compaesani che siedono nei Palazzi del potere (due consiglieri provinciali di maggioranza e la giunta comunale) di dimettersi in segno di solidarietà verso i loro concittadini che li hanno votati. “Noi la munnezza di Napoli non la vogliamo – dicono in coro i manifestanti – Non è possibile che dobbiamo pagare noi se la Iervolino non è stata in grado di attuare un piano per la raccolta differenziata”.
Cesaro gioca così un’altra carta per smorzare le polemiche. Una mossa azzardata. Oltre alla monnezza di Napoli, in quel sito che sulla carta avrebbe dovuto accogliere soltanto i rifiuti ingombranti, finiranno anche quelli ammassati per le strade di Giugliano. Una decisione che però non sortisce l’effetto sperato. “Noi da qui non ce ne andiamo, se sarà necessario protesteremo come hanno fatto i cittadini di Terzigno e Boscoreale” giurano i manifestanti.
L’Intifada del Vesuvio ormai ha fatto scuola anche a Napoli e nella sua immediata provincia. Le promesse non mantenute incendiano gli animi di chi vive ormai da circa 16 anni in stato d’emergenza. Anche a Chiaiano, periferia nord di Napoli dove da anni la popolazione protesta contro la cava al confine con Marano, decine di cittadini verso sera si radunano pacificamente per tentare di ostacolare l’ingresso dei camion dell’Asìa. “Lo facciamo perché in questo sito ci hanno assicurato che il conferimento dovrebbe essere ordinario – spiega Ivo Poggiani del presidio permanente antidiscarica – mentre invece i compattatori iniziano a sversare già dalle 21. Stando ai piani i compattatori dovrebbero entrare in discarica a partire dalle 23 sino alle sei della mattina seguente, per un totale di 800 tonnellate di spazzatura al giorno. Ma in questi giorni gli sversamenti sono aumentati, e temiamo che per risolvere questa crisi in tempi rapidi possano conferire i rifiuti senza alcun controllo su di essi”.
A Taverna del Re e a Chiaiano i camion sversano col contagocce. Blocchi stradali e cordoni umani fanno da scudi contro mezzi della polizia e camion Asìa. A Terzigno e a Boscoreale i cittadini non hanno intenzione di far passare i compattatori diretti alla cava Sari. Dove finiranno dunque tutti i rifiuti ammassati per le strade del capoluogo campano? I tempi ormai sono scaduti. E di miracoli, ancora una volta, i cittadini della Campania ne hanno solo sentito parlare.

CESARO RESPINGE LE ACCUSE: HO LIMITATO I DANNI - "Se non avessi firmato io l'ordinanza il provvedimento sarebbe stato preso dalla Protezione civile". Lo ha detto il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, parlando dell'ordinanza con la quale è stata disposta la riapertura del sito di stoccaggio di Taverna del Re. Cesaro ha ribadito che la riapertura è limitata nel tempo e che si è puntato a contenere al massimo i disagi, sia per i quantitativi sversati che per la durata dell'esercizio. Tesi che però non convincono i manifestanti preoccupati anche sul futuro dei 6 milioni di tonnellate di ecoballe presenti all'interno di Taverna del Re. Per queste ultime il presidente della Provincia di Napoli ha ribadito che il progetto è quello di realizzare un apposito impianto in loco. La contestata ordinanza invece prevede che a partire dal 27 ottobre scorso e per il massimo di 30 giorni verranno sversate all'interno del sito 10mila tonnellate di rifiuti "tal quale" che però, assicura sempre Cesaro, verranno successivamente rimosse e avviate agli Stir e quindi smaltite.

TAVERNA DEL RE, BARBATO (IDV): È UN ATTO CRIMINALE - "Quello che sta accadendo a Taverna del Re è un atto criminale". Lo ha detto il parlamentare dell'Idv Franco Barbato dopo aver effettuato un sopralluogo all'interno del sito di stoccaggio dei fiuti alla periferia di Giugliano (Napoli). Taverna del Re è stata riaperta nei giorni scorsi a seguito di un'ordinanza del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Dovrà accogliere circa diecimila tonnellate di rifiuti 'tal qualè. Il parlamentare dell'Idv ha annunciato che domani mattina si recherà negli uffici della Procura di Napoli per presentare un esposto. Inoltre il parlamentare ha assicurato che continuerà a presidiare l'ingresso dell'invaso insieme ai manifestanti.

E A GIUGLIANO NASCE IL COMITATO ANTI-BOLLETTE - Si sta costituendo a Taverna del Re (Giugliano) un comitato per chiedere la sospensione immediata del pagamento delle bollette Tarsu (la tassa sui rifiuti), fino al superamento dell'emergenza nell'area del Napoletano. I cittadini di Giugliano sono pronti a riconsegnare al comune tutte le 'cartellè che stanno per essere notificate in questi giorni con un importo maggiorato del 12% rispetto allo scorso anno. "Metteremo a disposizione le somme sui nostri conti correnti - spiega il commercialista Antonio Cacciapuoti - non è un pretesto per non pagare ma vogliamo versare quanto è dovuto solo quando sarà garantito un servizio adeguato e tutelata la nostra salute". La sospensione potrebbe essere di alcuni mesi, almeno fino a quando, spiegano gli organizzatori non verrà rimossa tutta la spazzatura che giace lungo le strade e verranno assicurate procedure di corretto smaltimento. "Non è più tollerabile che ogni volta che si registra un'emergenza - riprende Cacciapuoti - si pensa a questa zona, una terra già martoriata dove ' c'è un'esplosione di malattie oncologiche".

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di Davide Gambardella
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